che cresca la capacità di cogliere il nuovo: sabbah an-nur a tutti voi

che cresca la capacità di cogliere il nuovo: sabbah an-nur a tutti voi

Leggevo un vecchio articolo di Gramsci su l?Avanti nel 1916, contro la festa del capodanno (.http://www.qualcosadisinistra.it/2013/12/31/il-capodanno-per-antonio-gramsci/).

Capodanno è ogni giorno, diceva, e ogni giorno nella sua continuità è l’occasione di un cambiamento, di una discontinuità, parlava di attingere energia alla parte di natura che possediamo, che ogni giorno e ogni ora fossero nuovi pur in continuità con ciò che “possediamo”.
L’idea del fluire la condivido profondamente, così l’idea del nuovo e della forza vitale che esso propone, ma ogni giorno non è uguale per i cicli del nostro pianeta. Ad ogni giro attorno al sole qualcosa ricomincia e qualcos’altro si perde disperso in una nuvola di atomi di passato. Le stagioni si succedono sufficientemente uguali da rassicurarci nell’attesa e sorprendentemente diverse da farci attendere il cambiamento. Nulla è uguale a ciò che è accaduto, lo è anche per i sentimenti, e ciò che è nuovo è assieme il riassunto di ciò che abbiamo provato sinora, ma anche la pagina non scritta del futuro.

Impercettibili, a noi, m,a non al nostro corpo, correnti e forze ricomposte, cambiano gli assi magnetici, venti di quota disperdono vita in semi e cambiano la terra sottostante, precipitandole contro, tutto muta eppure ci rassicurano le stagioni che il nuovo torna, che l’energia vitale spinge il mondo. 

È incongruo il prepararsi delle gemme in questo inverno sin troppo mite, ma anche se una gelata cambierà le fioriture, un nuovo equilibrio si chiamerà primavera. E non sarà eguale ad altra conosciuta.  È così anche per i sentimenti, l’amore muta e ciò che chiamiamo amore è qualcosa che racchiude il passato che conserviamo, ma anche tutta la carica del nuovo che proviamo. Quindi il nuovo esiste, e questa è una grande speranza. Il nuovo inizia ogni giorno, ed è questa la continuità della vita. I cicli si susseguono mai eguali e noi con loro finché aspettiamo il nuovo. Se hanno un inizio, che abbiamo fatto coincidere con il superamento di gran parte dell’inverno e con l’attesa della primavera, ciò è prefigurazione di questo bisogno di continuità e di rinascita.

Le giornate si allungano, la luce entra nelle nostre vite, lasciamo che entri assieme al nuovo, al mai provato, perché se siamo ciò che abbiamo vissuto, cambieremo per ciò che proveremo.

Buon anno a tutti quelli che passano di qui, che ho la fortuna di sentire amici.

Buon anno a quelli che sono fedeli a se stessi e cercano gli altri.

Buon anno a quelli che hanno voglia di amare.

Buon anno a chi fa fatica e non si arrende.

Buon anno a chi da una mano senza chiedere.

Buon anno a  chi ascolta.

Buon anno a chi apre e lascia entrare con fiducia il nuovo.

A molti altri non auguro nulla tanto non capirebbero e forse neppure gli servirebbe: gli va bene così.

Ps a me auguro di lasciare per strada qualche insensatezza e di sostituirla con qualche altra nuova, mi auguro che ragionare sia sempre meno che sentire, mi auguro errori veniali e in buona fede, mi auguro di continuare a stupirmi di chi conosco e sentirne la bellezza, di riconoscere i miei limiti che sono importanti e di superarli, di accogliere il nuovo quando mi verrà offerto.

mi piace ancora :

http://hawck.wordpress.com/2011/07/03/sabbah-an-nur/

4 pensieri su “che cresca la capacità di cogliere il nuovo: sabbah an-nur a tutti voi

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