d’ogni erba un fascio

d’ogni erba un fascio

Non per fare d’ogni erba un fascio, ma l’impotenza del parlamento di fronte alla legge elettorale è la dimostrazione di una classe dirigente specchio del Paese. Sono i nostri rappresentanti, li abbiamo votati noi, rappresentano la nostra incapacità e impotenza a governarci. Perché per governare qualcosa bisogna interagire, partecipare, cambiare, avere coraggio. Noi e loro che dovrebbero rappresentarci. Rinviare i problemi ci porta in uno stagno di illegalità che prende tutto, dal lavoro alla gestione della cosa pubblica, passando attraverso la vita quotidiana. L’illegalità è permanente, conclamata, diventa interesse comune a fronte delle grandi parole, dello stigmatizzare, dello stupirsi, dell’auspicare. Le regole, i principi, le linee invalicabili del diritto sono violate in continuazione e lo sanno tutti. Ma per chi e per quanto questo accada, la misura del correo è diversificata, certo che un interesse alla connivenza c’è, non si spiega altrimenti questo costante voltarsi altrove, rimandare ad altri ciò che è compito di ciascuno. Diventiamo così un paese di furbi gabbati, dove l’etica non solo rende ridicoli, ma marginalizza le persone che la praticano. Tra le soluzioni, non è il pagliaccismo che risolve le cose, in Italia non è mai mancata la vena comica, noi solo noi possiamo riprendere il governo dei nostri rappresentanti, della gestione della vita collettiva che non va. Le indecisioni dei partiti sono la rappresentazione esplicita degli interessi, sottaciuti, ma evidenti, la vicenda della legge elettorale è lì a dimostrarlo, non si cerca il buono e il giusto, ma il vantaggio di parte, la rielezione, il potere da mantenere che non ha più fine collettivo, ma solo effetto collettivo. Il problema dell’essere governati torna a noi, dobbiamo chiederlo, imporre che ciò che si dice venga fatto, di essere difesi come individui e come collettività, perché lo stare assieme, la societas, ha questo significato. Non stanchiamoci, chiediamolo con forza, è nostro diritto, e pretendiamolo facendo il nostro dovere, perseguendo la legalità.

Non voglio parlare delle primarie del PD, non ero partito da questo fine, ma già da questa occasione, domenica verrà un segnale, tra la vecchia e la nuova espressione del potere, oppure può emergere una diversa maniera di intendere il protagonismo dei cittadini. Scegliamo e se possibile, scegliamo il diverso, quello che rompe con chiarezza questo stato di cose, le manda in frantumi per etica e necessità, perché così non si va avanti.

Un pensiero su “d’ogni erba un fascio

  1. La tua analisi è impeccabile per forma e contenuti.
    In realtà la cosa che negli ultimi tempi mi da più fastidio, non è tanto la rilevanza di tutto ciò che è negativo, che duole solo ai tanti vittime di tali mali, quanto il navigare a vista della nostra classe politica, sembra quasi che vogliano mantenerci in uno stadio di sospensione, dove le cose aleggiano appena, l’incertezza assoluta, la svendita del tempo in una sorta di eterno stadio narcotico dove i pochi giocano con le vite di noi tutti!
    E’ questa la rassegnazione?

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