cosa so di te

cosa so di te

So che combatti. Che difendi i tuoi sogni, la tua libertà di essere. So che ami, che vorresti amare senza limiti. So che non ti accontenti, che ti fermi nelle parole per sentirle fino in fondo, che guardi fuori e gli occhi si perdono perché ti ascolti. So che sei importante per te, che ci tieni a come, con fatica, ti sei appresa. Sì appresa. E non era mica semplice interpretarti da sola, ricondurti a te, capire la tua voglia d’essere te. Non diversa, non t’ importava dimostrare nulla, dovevi solo essere te.

So che le tue scelte sono sempre in salita, che la tua risata è pronta, che gli occhi si chiudono un poco quando ridi. Anche quando sospiri gli occhi si chiudono appena, ma non si chiudono mai del tutto, perché la vita la vuoi vedere in faccia. E vorresti che la vita ti vedesse in faccia, che avesse sempre il coraggio di fare a braccio di ferro con te, guardandoti. Non hai mai avuto paura di perdere, ossia sì, hai avuto una paura boia. Ti sei chiesta chissà quante volte se facevi bene. Se avevi fatto bene. E poi con una scrollata ripartivi decisa, pensando, sentendo, sognando, senza tornare indietro. E di dubbi ne hai, e ne hai avuti, ma mai sulla scelta di puntare su di te.

Vuoi essere anche felice, sentire il mondo e la vita assieme, avvertire cose che solo tu avverti. Difendi chi ami senza arretrare, forse è facile pensarlo, ma quante volte ti sei fatta carico di essere padre e madre assieme e ogni volta hai continuato. Anche quando eri stanca, hai continuato. Anche quando non ne potevi più. Uno sberleffo e una risata, poi una malinconia e di nuovo eri tu. Ci si ritrova anche nella malinconia, anzi forse ci trova di più, basta non perdersi dentro. E tu non ti sei mai persa, l’hai tenuta per te come un valore assieme all’allegria. Un tuo territorio in cui non far entrare, se non chi poteva forse capire. Capire che non eri triste in quei momenti, ma volevi sentire la vita com’era ed è, come non può essere altrimenti. E che lì ricomprende dentro ad essa l’amore, la felicità che dura finché dura e che poi torna quando vuole, la giornata che comincia con una sigaretta e il caffè, gli occhi che si perdono fuori dal vetro, i versi letti ieri, la canzone ascoltata, la gamba sotto al culo, l’occhiata alla posta sul cellulare, il bisogno di scrivere che poi passa, la voglia di scattare come una molla eppure stare ferma. Ecco in tutto questo c’è malinconia e felicità di vivere messe assieme. E so che è così per te.

Mi piacerebbe che il genere si confondesse in questo essere, che alcune cose non fossero femminili, magari è così, ma poi mi sembra che non ci sia possibilità per noi uomini e che nell’essere donna qualcosa, in più e diverso, tu lo debba avere. Così mi accontento di sapere che le cose ti vanno così. Continuano ad andarti così, per volontà più che per fortuna.

E non chiedermi perché lo so, è così, lo sento, è perché sei tu. 

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