cene di pianura

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Stasera ci sarà una cena tra quasi amici, cucinerò cose invernali, da pianura, dense di sughi, polenta, vini corposi. L’inverno ha un calore particolare dentro al suo freddo: spinge a conoscere, a chiudersi nelle case. Per questo i quasi amici possono essere una sorpresa. In tutti i sensi.

Quando non ci si conosce a sufficienza, negli incontri si dà spesso il meglio, e c’è molta verità nell’apparire. Basta guardare e soprattutto non decidere subito. Lo spirito di difesa ancestrale vorrebbe tagliar corto, presumere, scegliere e scartare sulla base di indizi, ma se interessano le persone meglio non scrutare troppo, almeno all’inizio. Da piccolo mi insegnavano di non fissare a lungo negli occhi. Quello, mi dicevano, viene dopo, quando ci si conosce a fondo, ci si vuol bene. Faccio una cosa a metà: guardo ascoltando.

C’è molta verità nell’apparire, nel cogliere cosa davvero vuol essere significato, dove finisce la rappresentazione e dove inizia l’esposizione dei bisogni. Per questo mi piacciono le cene in cui non si sanno ancora i discorsi che verranno fatti, gli argomenti che serpeggeranno indecisi dall’ignoranza dell’altro; c’è possibilità di sorpresa e di novità, promettono interesse. Le delusioni le raccoglieremo dopo, se ci saranno, ma prima è ancora il momento magico del possibile e pensare che il tempo sarà ben usato.

8 pensieri su “cene di pianura

  1. Non sempre quando non ci si conosce bene e soprattutto la prima volta si dà il meglio di sè, Will, perchè, per quel che mi riguarda, dipende anche e soprattutto dal carattere (mio, naturalmente).
    Poi se si è fortunati e si svelano “sintonie” inaspettate, allora è tutto un altro discorso, perchè queste si percepiscono all’istante.
    Perciò trovo giusto e pure bello essere aperti e ben disposti verso gli altri e verso il nuovo.

    Non sembrano esclusivamente “cose di pianura” quelle che hai preparato, Will: da quel che dici, potrebbero essere, anche, cose di montagna o di valle. 🙂
    Smentiscimi, se è il caso 😉

    Buona cena e buon approfondimento di conoscenze!

  2. L’atteggiamento migliore: guardare e ascoltare. Uno sguardo attento aiuta molto a capire. Senza troppa fatica aggiungerei. Buona serata

  3. nel cibo condiviso siede l’angelo, diceva stefano benni nella compagnia dei celestini (se non ricordo male). sarà che anch’io non riesco a separare l’incontro con amici o con quasi amici dalla buona cucina e da un cena curata, ma la magia sta proprio lì, nei piccoli particolari: una candela sul tavolo, un pane appena sfornato, un pizzico di spezie per dare colore e sapore, un calice (ikea da 1.50€, ovviamente, ma un calice) per assaggiare quel vino che proprio vorrei far assaggiare. piccoli particolari che cambiano la prospettiva di un incontro.

  4. E’ andata come speravo, le persone sono state bene. Il vino era superbo, il cibo aveva più amore che sapienza, ma era tutto buono. Insomma questo conforta l’idea che stare in compagnia faccia bene anche quando le storie sono da scoprire.

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