siamo brave persone

Cosa sono le abitudini, e quanta morale contengono? Quasi tutti pensiamo di essere brave persone, perché certe cose non le facciamo e altre le disapproviamo profondamente. Eppure facciamo l’abitudine all’orrore. Basta sia lontano da dove viviamo e l’umanità, il diritto, il giusto, scompaiono. Ci sono morti che non fanno notizia, appaiono e spariscono subito. Eppure siamo nell’era dell’informazione, I buoni principi dovrebbero rafforzare un pensiero forte, generale, umano. Non è così. Quattro immigrati vengono bruciati vivi dentro un auto perché non volevano pagare il trasporto e da metà aprile non venivano pagati per il loro lavoro. Quattro euro le donne, un paio in più, gli uomini per dodici ore al giorno nei campi. La schiena piegata, il sole, i pesticidi, tutto compreso. E di quei pochi soldi quasi tutto finiva al caporale per un letto e un pasto. Bruciati vivi, bloccati dentro l’auto, irrorati di benzina e dati alle fiamme. Non giriamoci dall’altra parte, chi li ha uccisi e li vendeva aveva un compratore, poteva non sapere o preferiva ignorare? Un anno fa, in provincia di Latina un uomo è stato deposto dal datore di lavoro davanti a casa con il suo braccio. Staccato dal corpo. Poteva essere salvato, è morto. A Milano il nuovo consolato americano viene edificato da operai a quattro euro l’ora. Sequestrato il cantiere, ma per quanto? L’abitudine all’ingiustizia, alla violenza perpetrata su altri corpi, lascia intatte le coscienze. L’opinione di sé. Anzi individua in queste donne e questi uomini il nemico, quelli che invadono. Siamo stati invasi dall’indifferenza, non da loro. La mancanza di giustizia, di regole, rende ciò che mangiamo parte di un abominio. Una schiavitù senza pietà e giustizia. Basta non pensarci e diventa abitudine. Ricordiamoci che essere brave persone è una fatica e un impegno, che la fatica è non distogliere lo sguardo, capire cosa umilia e toglie dignità e vita.
Non è cronaca è la società in cui viviamo e se ci va bene siamo complici. Siamo brave persone ma dov’è il trucco che ci fa vivere accettando come normale la pratica della violenza e l’ingiustizia su chi lavora, su chi chiede un salario dignitoso?

8 pensieri su “siamo brave persone

  1. A me tutta sta violenza, ingiustizie e quanto altro mi stanno schiacciando. Giorno dopo giorno sentire in continuazione storie così strazianti mi porta a chiudere tutto.
    Non ce la posso fare. Mi manca il respiro…
    E sono seria.

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  2. Cara Marta, abbiamo i fatti, la realtà è ciò che li genera. Questa sensazione di essere impotenti fa parte di ciò che ci viene inoculato. Esiste una legge sul caporalato, fatta bene. Non viene applicata perché danneggerebbe l’agricoltura che vende a basso prezzo i suoi prodotti alla grande distribuzione e all’industriale conserviera. Quando compro un barattolo di legumi o una salsa di pomodoro al supermercato e lo pago un euro, non mi chiedo quanto ha guadagnato chi l’ha prodotto, ma se seguo la catena del valore trovo l’utile del supermercato, il trasporto, il confezionamento, la produzione del contenitore e di nuovo il trasporto, quando sono arrivato al campo non resta nulla. È per vendere alla grande distribuzione o all’industriale conserviera l’agricoltore Sì rivolge Al caporale. Quindi se si rovescia la piramide e assicuro un prezzo equo al contadino pagherò di più il prodotto. Una filiera giusta costa un po’ di più ma rende in umanità. Lo stesso ragionamento lo possiamo ripetere in altri settori, la logistica, le consegne a domicilio, la manovalanza per l’industria del turismo, l’edilizia, ecc. Parliamo tra noi, con chi conosciamo, dello scandalo di chi è schiavo nel nostro paese. La coscienza aiuta a cambiare le cose.

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  3. Stesso discorso per il latte e altri prodotti: come i raccoglitori di cotone, ricordi?
    Moltissimi di noi conoscono il discorso delle filiere e tutte le manovalanze vecchie e nuove cresciute con il consumismo.
    I rider ad esempio che portano un panino ordinato da un cliente che abita lontanissimo, magari guidano sotto la pioggia per 50cent a consegna?
    Se rifiuta ne trovano altri 1000
    Cosa vogliamo rovesciare. La mia coscienza non è può più se le persone non si occupano della polis, se si lasciano abbindolare dalle promesse; se non vanno a votare e non si impegnano.

    Quando vado a fare certi discorsi, vengo derisa e additata perchè nel mio piccolo cerco di far capire certe dinamiche (almendo di quello che so) ma niente…niente non si muove nulla.

    Nella mia Isola c’è “guerra” per l’eolico. Il giorno dopo si apre un altro cantiere, altre pale altri motori, altre strade aperte nella macchia mediterranea. Arrivano progetti dal ministero che se vai a leggere…si contraddicono tra un capoverso e l’altro.
    Poi arrivano i rappresentanti della Società con le relative relazioni e mentre leggi già stanno individuando un altro luogo dove piantare questi funghi. E mentre fai osservare delle incongruenze c’è qualcun altro che dice ma no…è così anzichè cosà.

    Intanto mentre per l’ambiente stiamo producendo energia pulita, nella gran parte del mondo missili bombe e carrarmati per non parlare degli incendi che causano stanno inquindando a più non posso.

    Mi sento Davide edi Golia ne è pieno il mondo. Credo che la coscienza, a volte non sia abbastanza sufficiente. Comunque apprezzo moltissimo l’impegno, ma tanto. E mi fa piacere il tuo entusiamo.

    scusa se mi sono dilungata e vedi? mi schiaccio da sola argomentando

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  4. Marta è importante che ne parliamo e che ci comportiamo di conseguenza, vogliono farci credere che siamo manipolabile e inutili. Non ci sto, non ci stiamo, un gesto che ci faccia bene ogni giorno, un pensiero che non diminuisca l’umanità e parliamone, il silenzio ammazza I fatti.

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  5. Condivido ciò cui accenni con molta delicatezza e comprendo il tuo dire . Parlo in modo esplicito, certe fatti devono essere narrati così come sono, non suscitano abbastanza sgomento non danno neppure seguito a nulla di fatto, ne ho preso atto ma io non voglio e non posso ritirarmi nel mio guscio perché mi fa male . Non ce la faccio proprio, certe ingiustizie sociali e politiche mi riguardano allora resisto senza chiudere la bocca né gli occhi , mi sporco le mani e la faccia ma partecipo come posso.
    Quando capita e mi capita mi apro agli altri, gli altri sono io. Trovo tanta gentilezza e collaborazione da quelli più sfruttati di me… Me ne sono sempre meravigliata, soprattutto perché spesso non accade con chi li attacca sempre e comunque.
    Purtroppo spesso è con chi parla la mia stessa lingua ,con chi veste come me, con chi è italiano me o occidentale come me che rischio…
    Eccola la solita comunista che sputa addosso a quelli come lei …
    La nostra società si è in parte arresa,la cultura si è ridotta, pure la nostra umanità … È un paradosso ? Forse ma è la realtà che viviamo .
    Non riesco a seguire, senza sentirmi male, altri abomini…
    Roberto ho un dubbio: le filiere soprattutto quelle alimentari, fanno capo ai pochi che trovano il contadino e che possono andarci
    Io sono fortunata non ho più figli da allevare, e posso andare ma costa tutto di più che al supermercato e i conti bisogna farli . Del resto, il contadino deve chiedermi il prezzo equo, quando vado mi parla dei costi che ha e delle annate che non gli rendono che due soldi. Parla a lungo e i contadini dalle nostre parti per lo più sono anziani . Lascio a te il seguito .
    Lo stipendio e il trattamento giusto all’operaio, al manovale,all’impiegato e a tutte le altri dipendenti o collaboratori in ogni settore va rispettato ma non accade. Una parte della società può aderire a ciò che indichi come via migliore perche lo è e gli altri ? Non sono più pochi io credo che tu lo sai . Ora dimmi tu, grazie .

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