gli occhi sono feriti dalla luce,
come l’uscire dalla terra
dopo un sonno senza sogni,
sparso di vita
frammentato di respiri.
Il sole sorge troppo presto,
è una lama sguaiata,
invade l’aria vittorioso:
dopo Il buio primordiale della notte,
non ha rivali.
La coscienza imperfetta si riconosce
e mai nulla è compiuto,
come un nascere è doloroso e dolce,
ovattato nel capire,
la vista si sofferma sulle cose,
che senza distanza non rammentano,
sono mute.
Fuori è un dove che riposa dentro,
un brusio che mescola la violenta luce
e rende tiepido l’enumerare.
Lo sguardo si perde in ciò ch’era importante,
e per un tempo lo è stato,
ora solo ferisce la quiete
il tempo dissipato.

Splendida poesia.
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Grazie wwayne 🤗
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