Nella veglia,
ma forse anche nel sonno,
non pochi gesti si ripetono.
Sono echi di significato,
cercano tranquillità nel ripetersi e nel conosciuto,
come accade ai modi di dire,
aggregati di parole
di cui si è smarrito il senso
o forse non s’è mai posseduto.
Eppure emettono giudizi,
guidano le vite;
senza la discrezione del dubbio
scelgono
e pesano sul sentire.
Così carico un orologio meccanico
metto inchiostro nella penna,
guardo la pagina bianca,
e a fatica comprendo che è l’assenza che mi parla,
i miei segni sono passi sulla sabbia
prima della marea,
allora penso a cosa prova la gemma che indomita si apre
e non teme d’esser fiore.

Buonanotte Willy ✨🍉
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