Acqua notturna, divoratrice di luce,
ogni ritocco suona nel lago,
là oltre le tavole fruste del pontile,
nella barca sommersa che attende ristoro
Nelle chiglie che si sfiorano,
vivono ciglia di promesse mai mantenute,
là dove l’acqua sprofonda e conserva
si mescola e sospira, ma non cessa di aggiungere
sasso a sasso, onda a onda.
Vende merce arcana di specchi,
scintille di fuoco,
e odore di freddo, di ferro, di sangue.
Dai monti scende nell’acqua la quiete,
disfa gli anni del cielo,
e mostra, a chi si sofferma col cuore,
il tessuto sottile, la trama, il tempo
e lo specchio del suo volto profondo.