Acqua notturna, divoratrice di luce,
ogni ritocco suona nel lago,
là oltre le tavole fruste del pontile,
nella barca sommersa che attende ristoro
Nelle chiglie che si sfiorano,
vivono ciglia di promesse mai mantenute,
là dove l’acqua sprofonda e conserva
si mescola e sospira, ma non cessa di aggiungere
sasso a sasso, onda a onda.
Vende merce arcana di specchi,
scintille di fuoco,
e odore di freddo, di ferro, di sangue.
Dai monti scende nell’acqua la quiete,
disfa gli anni del cielo,
e mostra, a chi si sofferma col cuore,
il tessuto sottile, la trama, il tempo
e lo specchio del suo volto profondo.
C’è una fedeltà silenziosa in questi versi: l’acqua non giudica, accumula. Divora la luce ma restituisce memoria, stratificando promesse come sedimenti inevitabili. Il lago diventa archivio del tempo e specchio morale: chi si ferma col cuore vede non se stesso soltanto, ma la pazienza ferrosa del mondo che continua, sasso a sasso, a farsi vero. Grazie Roby, buona giornata.
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Grazie Nadine. L’acqua agisce, trova sintonia di umore. L’umore è liquido e viene contenuto o trabocca, sempre parla. L’acqua di lago riflette l’intorno, è specchio che racchiude una memoria immota. Ancor più la sera, quando l’aria si quieta, l’ombra si mescola al buio e il sovvenire rende dolce il restare. È ricordo interiore che vuole tornare e ancora sentire. Buona giornata Nadine 🤗
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