










Che percezione di povertà non avere tempo, la vita si chiude in questa sensazione. Un nodo sale alla gola, un peso grava sul cuore. C’è chi sceglie la velocità per fare più cose e rispondere a una richiesta pressante: fare tutto per essere adeguati. Ma di chi sia e perché questa richiesta costringa e annebbi la visione della propria vita, spesso non lo si sa più. Magari chi ha ricevuto da noi questo potere di condizionare non è così importante e non può togliere tempo e piacere di viverlo, dalle vite per creare un plusvalore destinato a chissà chi. Per questo bisognerebbe identificare chi ci dà ordini e collocarlo dove merita.
Non avere tempo si proietta come una violenza anche sulle vite altrui e trasferiamo ordini a chi ci sta vicino, pensando che non fa abbastanza e non tiene il nostro ritmo. Così ci si allontana persino da chi ci è caro.
Non tutti subiscono o non si fanno domande e c’è chi rifiuta l’esproprio del tempo. Si mette in disparte, sceglie di andare controcorrente. Fino al rifiuto psichico e con la gestione di un tempo e di un pensare privo di coincidenze, ma molto prima di esso, non pochi scelgono di uscire dalla giostra, di dire un no che sembra isolare e invece regola il flusso del fare. Lo fanno per salvarsi, per lasciare spazio al vivere.
Il tempo intanto è indifferente a tutto questo, scorre più o meno veloce in accordo con la nostra ansia. Non è responsabile della nostra povertà, ma al più ci ricorda che possiamo trattarlo da amico se ci rivolgiamo a lui secondo necessità. E, in fondo, è proprio determinare ciò che ci serve a farci dominare il tempo: veloce o lento ma per noi. Se si guarda con attenzione alla propria vita, in essa si trova tutto quello che serve davvero ed è possibile dire: hai tutto il tempo che vuoi, aspetto.
Se manca sempre un pezzo: il futuro, bisogna avere la pazienza di costruirlo e di farlo con la libertà che mette assieme il necessario e il superfluo, l’obbligo e il piacere. È un’operazione che esige consapevolezza, scelte e riconsiderare la vita, ma ci si può riappropriare del tempo, anzi è l’atto di libertà possibile, rivoluzionario che ci cambia la vita.
Non avere tempo è la condanna più feroce. Quella che ci si autoinfligge.
"Mi piace"Piace a 3 people