felici d’esser felici

felici d’esser felici

C’era una sublime confusione d’acque spartite,

di procelle imminenti e infinite risate.

I pensieri vorticosi inghiottìvano dubbi,

dopo girevoli porte d’hotel

e poi tornavano su te, su me,

nell’aria che sapeva d’ombra, di folla, di buono.

Si può amare molto un caffè imboccandosi il dolce,

e sommessi ridendo,

sincronizzare il passo prima d’una corsa,

per scherzo, per bere il respiro dalla bocca
per stringere più forte la pelle
e dire quel mio che luccica d’ acciaio.

Così nasceva e si compiva ogni giorno una parabola,
un razzo a solcare la notte e
una prua a dividere ciò che si riuniva
dietro noi,

perché non c’era un prima ma solo il giorno
e le stelle ad accennare una via.

Imprecisi come il vivere, dicevamo:
non ho mai chiesto alla rosa d’essere altro da sé,
e questo era in ogni parola, ogni carezza, ogni bacio.
Felici d’esser felici.

2 pensieri su “felici d’esser felici

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