le cose che non si dicono

le cose che non si dicono

L’appuntamento era stato improvviso. Un caffè nel bar in cui entrambi tornavano volentieri. Anche per loro conto. Non avevano un loro bar, ma tra quelli che conoscevano questo sembrava il più vicino a esserlo. Ogni volta la conversazione procedeva per cerchi, dal generico al particolare e poi nuovamente al generico. Non parlavano mai del tempo. Del caldo sì, visto che entrambi non lo amavano. Così anche quella volta non fecero eccezione. Lei aveva un vestito leggero, lui i jeans e la camicia aperta. Parlando, le dita proseguivano con rituali che entrambi conoscevano: lei allineava le briciole, componeva disegni, lui girava la tazzina cercando simmetrie che non c’erano. Sorridendo entrambi, si prendevano in giro con parole fitte di notizie e di vita, poi scartarono i regali, lei ammirò i libri e lui i dolci particolari che gli aveva portato da un viaggio recente. Lei chiese che in uno dei libri ci fosse una dedica e lui si mise a scrivere. Il tempo era passato, lei lesse in piedi mentre si alzavano per andare via. Sorrise leggendo e poi gli diede un bacio. Scherzarono prima di lasciarsi. E mentre in direzioni diverse proseguiva il pomeriggio, entrambi sapevano che non erano quelle le parole che lui avrebbe voluto scrivere e che lei avrebbe voluto leggere.

10 pensieri su “le cose che non si dicono

  1. E’ sì, spesso ci si lascia prendere da paure stupide e si dimentica che la sincerità alla fine vince sempre, ma in quel momento si ha troppa paura delle risposte 😉

  2. In questo racconto c’è il pudore e la necessità delle situazioni, il non dire impedisce al tempo di scorrere nella direzione del desiderio e lo porta invece nella necessità.

  3. Poni un problema non da poco Silvia, ovvero se l’omettere possa impedire alla verità di avere il suo corso. La verità implica decisioni che spingono in una direzione oppure nell’altra, tolgono dalla terra di nessuno. In non poche situazioni questo significa decidere e infatti questo ho immaginato ovvero che il non dire comporti il sospendere una decisione già presa.

  4. Hai ragione Ondina, vale anche con le parole che si dicono. Le parole per dirlo sarà l’oggetto di un altro piccolo racconto che si muove sullo stesso tema, ovvero il dire fino in fondo ciò che si sente, non solo nel momento ma nella sua proiezione in avanti.

  5. É andata come doveva.
    Forse non è solo mancanza di sincerità o altro, mancava la grande spinta emotiva.
    Ma…si, credo che a volte il troppo ragionarci su crei una piccola barriera. Non sempre si riesce a superarla, ritornandoci.

  6. Credo Marta,
    che moltissimo vada come deve e come vogliamo e che ci siano momenti in cui tutto è possibile, poi
    Semplicemente non lo è più. E lì le cose prendono la strada del compromesso, del non farsi male.

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