l’inocénsa del verde

l’inocénsa del verde

Se fusse l’uti’e ol bisogno o la misura d’ essar
a’ora el pisacan o ‘a margarita lassaria perdere el sò mostrar,
el sò fiorire nei trosi, ne’e maresane,
parfin nei ritaji de tera scampà a na scoa, o soto on marciapiè o na piera che parea desmentegà,
e invesse i se mucia, i se move contenti, vissini come putei ch’ei zuga
ma anca rispetosi parché se vivare xe sugar nea lota,
la belessa xe educà,
e se ‘a lassa el posto la par piû granda, ne l’inocensa de sto verde che se veste de color restando verde.
E no va ben domandare razon de tuto sto regalar sensa pensiero,
d’uti’e o scopo che non sia el vivare,
no va ben dire che basta la piova, ol so’e e far l’amor coe a’e de un’ave, o de un calalabron.
No va ben dire, ma se poe pensar, che parfin na vespa se incanta e no ‘a beca
ma ciuciando on fiore come un putin da ‘a teta
da tuto sto bon n’altra vita la cressarà,
Cussi desso tuto passa da on colore a na boca,
da un’erba a un’ala,
e tuto se parla e dise sensa granca na parola sbaglià,
segno che del belo no ghe xe utilità ma solo el senso de la vita che tien tuto tacà.

2 pensieri su “l’inocénsa del verde

  1. Che belle questo raccontare dei fiori spontanei e della natura che si risveglia usando il dialetto, che rende infinitamente più dell’italiano.
    Anzi alcune espressioni dialettali non esistono o non sono così espressive nella “traduzione” in italiano.

    Il dialetto è, per me, lingua e radici da tramandare e ritengo doveroso curarne la memoria. Per questo, il mio, l’ho insegnato, parlandoglielo, ai miei figli.

    Buonanotte, con un altro sorriso
    Ondina

  2. che bella cosa hai regalato ai tuoi figli Ondina., la lingua materna è un modo per vedere il mondo con una profondità difficile da raggiunge altrimenti. Ha sottigliezze, sfumature e dolcezze che non si trovano altrove, possiede pudori e libertà, educazione al senso delle cose.
    Grazie per le tue parole, Ondina, spesso il veneto non ha una grafia unitaria, aspira lettere e ne aggiunge. E il mio è un veneto centrale ormai parecchio contaminato da secoli di altre lingue. Il veneto ha inglobato molto di ciò che veniva a contatto con la Repubblica ma conservava un’identità orgogliosa, ovvero quella di essere lingua di popolo.

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