A colazione magari no, ma ho scoperto che i cavoli si sposano con un sacco di cose allegre. Le acciughe ad esempio, o le olive nere cotte, o il pecorino. Persino i pomodori al forno, non disdegnano. Un tempo leggendo i settimanali e i quotidiani mi passava l’appetito e ingrassavo perché mangiavo senza pensare al cibo. La digestione diventava difficile mescolando il mondo con le cose pur buone che mangiavo. Poi ho cominciato a pensare che partecipare non significa essere succubi della realtà. E’ vero c’è una legge del reale che piega tutto, ma si può far finta che non sia infallibile e neppure invincibile e così tra le righe si leggono le notizie buone, quelle che ti fanno dire che mica si sono estinte come i dinosauri, le persone su cui fare affidamento.
Ecco, così mi è venuta voglia di far da mangiare e ho fatto il pane e cucinato il cavolo, l’ho condito e ho capito che sta bene con molte cose perché tolto l’odore è abbastanza neutro da lasciarsi mescolare. Come la sapienza vera o l’intelligenza che se è neutra guarda il mondo, si mescola con un sacco di cose e così riesce a leggere tra le righe. Si contamina e non è più come prima, ma a me che fosse come prima non mi piaceva proprio.
E’ vero…..buon fine settimana! 😉
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Sono a dieta e fa davvero male leggere post sul cibo….cavoli miei! 🙂
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Il cavolo, Josè, è perfetto per le diete e poi ha talmente tante virtù che si presta alla sensazione di essere giudiziosi con sé. Un elogio del cavolo 🙂
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dieci, cento, mille cavoli: cavolfiore, nero, romanesco, cinese. l’ho riscoperto anch’io, negli ultimi anni, nel suo ruolo di gregario partecipe e paziente. buono lui e bello bello il post.
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il cavolo era buono davvero, il post invece è venuto così 🙂
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