anche gli uomini scrivono lettere che non spediscono

Qualche anno fa, un romanzo parlava del perché le donne scrivono delle lettere che poi non spediscono, accade anche agli uomini o meglio accade anche a me. Eppure non dimentico le lettere, le lascio sulla scrivania dopo l’ultima parola che ha esaurito la spinta a scriverle, può essere che poi, passato il tempo di spedirle, finiscano nei cassetti. Una loro funzione comunque l’hanno avuta, su di me, almeno, per capirmi di più e se qualcuno non ha letto, ha perso il pensiero del momento, non ciò che penso davvero. Mi riprometto -e molto spesso lo faccio- di riprendere quella comunicazione, di farlo quando ho capito meglio.

Dovrei seguire l’attimo, forse, spedire e non pensare, come si fa per le mail che magari un attimo dopo vorremmo precisare, invece rileggo ciò che ho scritto a mano, di getto, e il riscrivere è davvero nuovo e posticipa.

Ma poi, non tutte, le lettere partono; per uno che scrive con la stilografica, il piacere di scrivere esiste, eccome, e lo scrivere a mano fa parte della cura e dell’intimità che riservo a chi mi è caro, quando posso farlo. Nello scrivere a mano c’è un denudarsi, un mostrare a chi sa leggere, le caratteristiche del momento, ma anche quelle profonde. Oltre le parole si rivelano tratti del carattere, propensioni, una lettera è come un testo a doppia lettura, dice con le parole rivela con lo scrivere. 

Non è per romanticismo, ma per piacere personale che guardo le lettere, le parole allinearsi sulla carta, penso che chi le riceve le legga con disponibilità attenta e mi pare che le parole acquistino profondità, che il loro sapore verrà, almeno come eco, trasfuso in chi legge.

Alcune lettere non partiranno mai (di solito quelle dei giorni dell’ira), altre verranno cambiate, le lettere di dimissioni da qualcosa, saranno pesate, espunte dei sentimenti profondi, al più mostreranno amarezza. Mi ha ferito che qualche lettera non sia stata aperta  forse per timore del contenuto, l’ho sentito come un rifiuto ed una incomprensione ingiustificabile e totale, ed a questo s’aggiungeva il mio non aver compreso i limiti dell’altro, la sua distanza dall’immagine che m’ero fatta di lui. E’ accaduto tre o quattro volte, ed anche se le lettere sono state dopo tempo, aperte, non mi interessava più, ne era nata una cautela, un alzare barriere interiori e ciò (sentivo) mi impoveriva. Non sono riuscito a dimenticare e quando non si dimentica non si perdona mai davvero.

17 pensieri su “anche gli uomini scrivono lettere che non spediscono

  1. Di lettere non spedite ne ho interi cassetti.. possiedono la magia di fermare il momento intimo che si sta vivendo, non tanto per quel che concerne i fatti quanto piuttosto riguardo alle emozioni.. capita, soprattutto per le lettere d’amore, di rileggerle a distanza di vent’anni e ritornare per qualche minuto il ragazzo di allora, senza i chili di esperienza maturata ma per questo, talvolta, molto più felice…

  2. Penso che non leggere una lettera sia una vera maleducazione, un mancanza di rispetto…..e al riguardo il mio atteggiamento ricalca il tuo, buona giornata!

  3. Già ricevere una lettera è quasi ormai inconsueto e per questo quindi ancora più prezioso.
    Ma è talmente lontano dal mio modo di comportarmi e di pensare che non concepisco come si faccia a non leggere una lettera che ci è indirizzata.
    Sicuramente è maleducazione ma è anche grandissima mancanza di rispetto, rifiuto totale della persona e dei sentimenti che la stessa prova/ha provato, negare un’ulteriore possibilità.

    M’è piaciuta molto questa tua riflessione 🙂

    Che sia una giornata serena, Will

  4. A me da un certo gusto spedire proprio quelle piene d’ira, nel tentativo di mettere l’altra persona davanti ad uno specchio e farle osservare – con gli occhi di un altro – come è dall’esterno…e chissenefrega se ne perdo l’amicizia. Quando la perdo vuol dire che in realtà non c’è mai stata. 🙂

  5. mi permetto di intervenire sulla lettura di quanto ho scritto, premetto che se, come al solito, qui ci sono poche botte e risposte, ciò dipende dal sottoscritto che legge quanto scrivete, molto spesso condivide e se non concorda lo dice, ma solo in quel caso.
    Volevo soffermarmi sul caso di chi non apriva quanto gli scrivevo, non è il centro della mia riflessione, ma il contrappasso per chi non spedisce le lettere che scrive. In questo caso, così mi fu detto, c’era timore sul contenuto, questo non alleggerì la pena in quanto sapere che, oltre a non leggere, c’era timore per quanto scrivevo toccava la considerazione di me. C’è sempre un risvolto positivo nelle cose, questo mi aiutò non poco a rivedere le mie opinioni su chi non leggeva.
    Del resto anche in rete c’è chi chiude blog a ripetizione, spamizza le mail, rifiuta di rispondere, ecc. ecc. credo che alla fine sia solo insicurezza, ma è pur sempre una scelta ed ha le sue conseguenze, la prima è vedere meglio con chi si dialoga.

  6. Quanto ho letto mi affascina. Vi son piaceri dimenticati ed emozioni tradotte in pixel…adoro la carta, il suo odore, l’emozione tattile che mi procura è immensa, adoro il tratto di penna, l’inchiostro e anche le sue sbavature…le virgole frettolose che non danno spazio ad un respiro e in puntini di sospensione che sono un’attesa, un tiro di sigaretta, un momento assieme. Poi quei punti così decisi sembrano spilli che ti portano a capo, oppure solo un po’ più in là. L’altalena di vocali e consonanti diviene fotogramma, immagine impressa capace però d’aprire le porte dell’immaginario, del vissuto, del sognato. Ci son lettere preziose che non son mai partite anche sulla mia scrivania, altre svuotate di contenuti che gocciolano lacrime d’inchiostro, ma non smetto di scriverne…ho cassetti grandi, ma anche una risma di fogli, penne bic e stilografiche che uso solo per scrivere quelle lettere che so che verranno toccate sul serio ed è in quell’inchiostro liquido che le emozioni fluiscono meglio.

  7. Quando mi capita,e mi capita,di non ricevere risposta a un mio scritto che, può essere anche solo una partecipazione di qualche emozione,ci sto malissimo,ma al tempo stesso sono contenta che sia avvenuto,perchè mi aiuta meglio a comprendere con chi ho a che fare,riflettere su un mio eventuale comportamento non in linea.

    Mi piaceva immensamente scrivere lettere,un tempo.Ora un pò meno ma,di quelle scritte a mano e mai spedite ne ho uno scatolone.I motivi? Forse era valida la spinta emotiva,meno quella razionale oppure il destino voleva così. Rimorsi?…Non so.Sono anche fatalista.
    Complimenti per il post.Mi piace non poco.Mirka

  8. Caro Will, s’era capito che il centro della tua riflessione era altro, però visto che probabilmente sono io l’unica che quel poco che scrive lo spedisce 😉 non avevo nulla da dire in merito (ecco, sì forse solo questo, ma non mi sembrava rilevante 🙂 )

    Sono stata colpita invece dal comportamento di chi non ha aperto le tue lettere e ho detto la mia a riguardo.
    Se devo dirla tutta 🙂 e considerata la mia passione per le immagini, sono stata anche favorevolmente colpita dalla foto allegata al tuo scritto:
    dica, Mr. Will, trattasi della Sua calligrafia? 😉
    Se sì è molto bella e belle sono anche quelle parole dedicate al vento…

    Buona serata e alla prossima 🙂 🙂 🙂

  9. Ondina gentilissima, trattasi della mia calligrafia :-), spero non vorrà analizzarla perché chissà che scoprirebbe…
    La ringrazio per i complimenti, anche se immeritati, come al solito mi rendono allegro. 🙂

  10. Somiglia alla calligrafia di un uomo che mi scriveva con la stilografica blu. Era la metà degli anni ’90. Non erano lettere d’amore, non nel senso usuale del termine, ma le conservo tutte e mai me ne separerei. Penso che sia stato coraggioso scrivere sulla carta nonostante il tempo prima della consegna irrevocabile della busta alla cassetta rossa.

  11. effettivamente c’è una irrevocabilità davanti alla cassetta rossa, dopo non si torna indietro, ma spesso è una gioia scrivere e poi arrivare ad imbucare, già immaginando che verranno lette quelle parole. Proprio quelle che in quel momento siamo noi

  12. sei stato audace a offrirti allo sguardo violatore dei lettori con questi fogli arrendevoli , per di più con quella scritta ironica e impietosa “capannoni sfitti per le imprese”!
    felicemente oggi si possono sostituire le lettere cartacee con le mail, ma purtroppo più nessun postero leggerà le deliziose missive che scambio con i miei web amici…

  13. non so se chi la riceve, amerà leggere una lettera scritta a mano, mi piace pensarlo, è una parte di me riservata, confidente, intima

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