dopo

Dopo,

i sopravvissuti racconteranno ad ascoltatori sempre più distratti,

finché negli occhi leggeranno noia, privata della cortesia,

allora sarà come non fosse mai stato.

Di ogni nefandezza s’ è persa memoria,

subito i morti hanno chiesto ragione,

poi si son stancati, chiudendosi in bisbigli sempre più fiochi e solitari.

Cercavano una ragione: è tutto così sfumato in questi anni pieni di vita,

che sembra favola il racconto di chi è rimasto oltre la morte.

Sta zitto, ascolta chi non racconta,

senti lo schiocco del suo ramo spezzato che non fiorisce,

cammina sul loro lago sterminato d’ossa:

nell’aria manca ciò che mai si è compiuto,

i sogni interrotti ben prima della morte,

gli affetti lacerati, e l’ultima ansia d’essere,

anch’essa infranta.

Senti il sapore acido del ferro, il suo dolore e il freddo,

la fatica, l’abbandono del morire,

sciolti in quelle voci, mute solo di parola.

Senti l’orrore che non stanca,

la storia di ciascuno che non si ripete,

tutta la tragedia e la bellezza d’essere vivi,

senti,

E pensa che loro avrebbero dimenticato, anche loro erano uomini,

e l’abbiamo sempre fatto,

ma adesso ascolta il loro canto muto,

ascolta perché non si ripeta.

9 pensieri su “dopo

  1. Ricordare è il minimo che dobbiamo loro.
    A loro e a tutte le vittime di tutti i genocidi che la nostra storia tristissimamente ci ricorda.
    Che serva da monito.

    Non riuscirò mai a capire come possa essere accaduto un’annientamento simile, a livello quasi “industriale”

    😦

  2. dopo la seconda guerra mondiale i genocidi sistematici sono continuati. E in questo mondo così connesso, anche oggi, eccidi immani vengono ricondotti a notizia. La memoria di quanto accaduto in Germania, c’è, ma non produce effetti, si affievolisce, forse anche per una sovraesposizione mediatica che dura un giorno e poi scompare. Credo sia inevitabile, ma che fare perché non riaccada ciò che è accaduto con ebrei, omosessuali, rom, armeni, e con i milioni di altri che neppure hanno mai avuto per un poco memoria e orrore? Bisogna ascoltare i morti, lasciare che la sofferenza entri e racconti.

  3. l’altra sera su Rai Storia c’era un’interessante documentario sulla notte dei cristalli.ovviamente rai storia è un’isola per i panda, gl’altri vivono beati sulle reti ballerine. la storia della notte dei cristalli la conosco a memoria e probabilmente anche gl’altri panda che stavano guardando il documentario. salvare la memoria è l’unica cosa possibile, l’unica forma che abbiamo per far sopravvivere l’orrore di quel genocidio, tanto più abberrante perchè partorito nell’Europa colta, laica, benestante.
    noi, perchè l’Italia ha firmato le leggi razziali, non saremo mai assolti da quel peccato.

  4. l’Italia ha promulgato le leggi razziali, Cristina, non le ha solo condivise e leggere i documenti che venivano scritti e pubblicati nella mia civilissima Padova contro gli ebrei e gli altri, mi fa pensare che questi erano buoni borghesi, professori universitari, ma anche popolo. Non vorrei risollevare questioni antiche, ma mi chiedo come padre Gemelli, potesse approvare quanto veniva detto a livello nazionale, perché chi poteva indirizzare non indirizzò. Questo non assolve nessuno, tantomeno i non credenti, ma anche per quello che accade oggi, questo mi fa pensare ad una convenienza che le cose accadano, anche le peggiori e l’unico argine è un mix tra memoria che si affievolisce e coscienza del presente. E della bestia che non è morta dentro tutti noi.

  5. certo, basta vedere cosa hanno fatto al campo rom a torino per un finto stupro, o altre miserie che regolarmente succedono ogni giorno, abbiamo un diplomatico a tokyo che nel tempo libero inneggia a hitler, quell’altro vicinissimo a casa pound che ha fatto che sparare a un paio di negri, altra razza minor.
    un paio di anni fa, una persona mi regalò le benevole. non sono mai riuscita ad andare oltre alle prime 40 pagine : stasera ci proverò.

  6. Giusto l’ultimo tuo appunto. La memoria, in questo caso, dovrebbe farci riflettere sul presente, perchè di quella ferocia non ci siamo liberati. Il mondo soffre ancora grandi tragedie e noi , pur consapevoli, rimaniamo spesso indifferenti, ignavi è giusto la parola che meglio spiega. E quando va peggio, si cade anche più in basso. Il razzismo aumenta, diventa scandalosamente arma pericolosa, perchè in qualche modo tollerato. Urge essere vigili ed attivi.

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