la marca gioiosa

 

 

Ho visto due mostre molto belle nella marca che fu gioiosa ed una villa del Palladio, con la campagna di terra rossa, intorno che mostrava senza ritegno la peluria verde nuova.

Svergognata!

Ho visto persone che compitavano didascalie, senza guardare i quadri e si perdevano anche le pietre antiche, così inutili senza sguardi.

Da un vaso Ming ho trascritto l’ideogramma della longevità, cercando d’interpretare l’assonanza con quanto conosco.  Ci si mette poco a capire che per pensare cinese forse non basta mezza vita, ma Matteo Ricci l’aveva detto. Lui che c’era riuscito. Bastava leggere le didascalie!

Nell’ignoranza solo i sensi salvano.

Le mostre affaticano per troppa bellezza, ma sono state onde di pace nel nervosismo dei giorni indecisi: le feste. Per chi procede a sinusoidi, apprezzare assieme, ciò che si vede dentro e fuori, è un cavallo difficile da governare.  Infastidisce, infatti, cogliere l’andare senza senso. I gesti ripetuti, gli eccessi per mostrare d’esserci, l’ alzar la voce, e spacciare l’ordinario per inconsueto. Ma non era giudizio, solo fastidio per il rumore di fondo.

O quante cose qui

tacendo passo,

che mi stan chiuse al cor

si dolcemente…

Le Asolane. Pietro Bembo

Questo diceva il vivere che mi veniva raccontato e contrastava, pur evitando gli scempi del benessere acefalo, con quanto c’era attorno: perchè ci accade ciò?

Per questo mi taccio, osservando quello che non parla, non si muove, eppur respira dentro.

Domani si vola in Puglia, un po’ di realtà farà bene.

 

3 pensieri su “la marca gioiosa

  1. …ho visto anch’io in febbraio a Treviso la mostra ” I Segreti della Città Proibita”…
    era un giorno feriale, io ero con un amico, per fortuna c’era poca gente e l’abbiamo vista bene, con calma:
    mi è piaciuta moltissimo, specialmente la stanza degli abiti: splendidi tessuti,
    ma anche i gioielli, gli accessori…che civiltà meravigliosa!

    …Bembo mi fa pensare alla Ferrara di Lucrezia Borgia, alla Mantova dei Gonzaga…

    Farà anche bene la realtà, ma trovo consolante il rifugiarsi nel bello per sfuggire allo squallore che ci circonda. Possibilmente in silenzio.

  2. UNO DEI DONI
    che il Tempo regala quando i numeri si assommano è il gustare lento di passi e Bellezze.Condividerle è premio a coda di quell’inconmensurabile dono del Tempo.Invidio quel tuo indugiare per una delle Ville del Palladio in terra rossa che svergognata ostentava il verde dei ritorni senza inganni,quel vaso Ming che sapientemente si lasciò decifrare dalla percezione che non si ferma agli scacchi,linvisibile senso incluso negli arcani messaggi,il Pietro Bembo che ai passi vi aggiunge altra inviolata segreta bellezza.Tutto questo per dire che “tutto al cor mi parla” in pace disturbata solo da un pò d’invidia per queste preziose opportunità che a tutto invitava. Realtà?…Serve si ma non per sfuggire agli occhi degli occhi.Sereno viaggio,comunque.Bianca 2007

  3. Il fastidio per i rumori di fondo disturba molto anche me, che sono di sicuro meno elegante nell’esprimere quello che provo.
    Sei sicuro che da noi sia tutto reale?
    🙂

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