Sgradito. E già sento l’odor di marcio incollato sulla fotografia.
L’ incomodo si toglie, sibilando qualche porcheria o in silenzio, come creanza insegna.
C’è arte nell’uscir di scena e dirsi scemo per l’incomprensione; un tempo non sarebbe accaduto mai.
Se si rimirano i difetti, esposti come pezzi pronti all’auto trapianto, si riconosce la propria identità. Ma questo è affar mio e aver sempre tolleranza, giustificare, è un lusso.
Educazione è capire quando si è sgraditi, prender atto e alzar le spalle portando il buono del rifiuto.
Le domande, che noia le domande: perchè, cos’è accaduto, chissà che problemi ha? Ma cosa nel difetto d’attenzione si può solo dire: è così, andiamo.
Con gli anni divento sempre più insofferente alla scortesia, non mi piace l’intelligenza stracciona che vive della propria puzza sottonasale, preferisco lo stupore che si annida sotto il consueto, il pensiero quieto e forte.