lo straniero

Lo straniero prende tra le mani le nostre estraneità,
le mostra agli occhi, alla notte, alla carezza dell’aria d’un pensiero che rapprende.
Il brivido che non aveva nome si svela,
al sorriso acceso che non cede.
Si sparpagliano i dubbi su gocce lucenti,
mercurio che corre sulla pelle,
l’eco è la parola non detta,
l’attesa che l’ombra indaga
e s’ode in un canto zingaro che addomestica la notte.
Dolce è sentirlo,
mentre percorre l’aria,
si sospende,
è curioso e discreto,
gentile chiede
sospirando sonno e riposo.

Un pensiero su “lo straniero

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.