8 marzo

Altrove gli occhi,
nubi ed erba bruciata d’autunno,
distratta la mano nell’acqua,
raccoglie,
spartisce,
ascolta,
il pensiero che rattiene lo sciogliersi
per furia il vestito, i capelli
e poi tutta,
seguendo lo scialo d’amore che preme.
Dispera il sentire,
ma la mente ribelle ricuce,
rammenda il racconto di sé
e ora l’acqua, stringe
e rilascia la mano,
come se il cuore,
così vivido e netto,
fosse tutt’uno col mordere la vita,
di nuovo.

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