riscrivere parole

Ogni giorno uguale ha sparso stanchezza e sabbia,
chinato gli occhi senza vedere il selciato,
così s’annodano l’utile all’inutile
e restano grumi di vissuto,
scene contemplate e nebbia.
È tempo di riscrivere parole per un sentire nuovo,
che luccica e chiama a essere raccolto,
La mattina riemersa dalla stanca notte
si è cibata di castagne e uova cotte nella cenere.
Nessuna apparente traccia di ciò che ha lasciato il giorno,
l’aria distratta non ha conservato impronte,
né sospeso il sudore o suoni strappati come fogli.
Delle parole a pezzetti è rimasta l’attesa del vento,
del loro gioco, carnevale in volo,
ora c’è la sete che prende la mattina:
è lo scuro che non s’è visto,
che ha trasfigurato sé in lampi per la mente,
quelli che aprono labbra
e promettono alle lingue.

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