I wish you a merry christmas

I wish you a merry christmas

Le guance si sfregano tra i saluti, sin dalla porta, i baci sono all’aria. Non si posano. Roberto non vuol baci, se non da chi vuol lui, si usa mimare. Si mima. Gli addobbi ovunque. Predomina il verde dell’abete e il rosso. Meglio se intenso, quasi laccato. Candele. Buon umore che si distende. Abbraccia. Il camino è acceso, la fiamma scalda e rallegra. Su un lato, vicino all’albero, i doni. Pacchetti translucidi, fiocchi, carte colorate che finiranno in camino, ma dopo. Quando è esaurito il cibo e le chiacchiere languono, entrambe si ravviveranno nell’attesa e nello scambio dei doni. Come diceva quella pubblicità? Un maglione, ah bello…  ma Io volevo una Nikon. A Natale si è tutti più sinceri. O più buoni. Forse né l’uno né l’altro, ma più disponibili di sicuro, va bene il maglione.

E’ un’attesa che si conclude. E che si apre. Possiamo trovare significati e contiguità tra il laico e il religioso, tra l’antico e il moderno, perché alcentro c’è sempre lui, l’uomo. Con i suoi bisogni, attese, slanci e una necessità incoercibile di amore e speranza. Attorno ci sono le icone del natale. Le icone stratificate delle nostre culture così mobili in queste cose. Un po’ di nord, di pubblicità, di sentire medio, di moda. Un po’ di religioso, di consuetudine, di film visti, di coca cola. Però si festeggia l’essere assieme. Il cibo, le guance un po’ rosse, le luci, la casa, il chiudere fuori il freddo che è fuori assieme al disamore sempre in agguato. Forse per questo chi è solo, a Natale, è più solo. Ammenochè non sia religioso e trovi altri motivi di vicinanza, la solitudine in questi giorni aggredisce. Si riempiono i servizi psichiatrici, chi è solo e non ha modi di trovare dentro una casa, lo è davvero. E guarda gli altri, che pensa amati e in compagnia, e torna a sé con poca speranza. Il pensiero può andare alle tante solitudini appena fuori le case, almeno rendersene conto, con una stretta di comprensione. E’ parte del nostro essere in questo mondo, vederne la parte che sta male, rendersi conto di ciò che si ha e almeno capire.

Ciò che si desidera in questi giorni, dopo tanto correre è il fermarsi. L’amore tranquillo, la vita che scorre con una direzione, i problemi che acquistano una dimensione più lontana e risolvibile. Non ci sono urgenze oltre a noi. Non sempre si vuole la tranquillità, ma in questi giorni serve. Anche a chi ha la testa altrove, vorrebbe altro, ha bisogno di una pausa, di equilibri, certezze, calore, di amore definito.

Poi verranno i regali, anche se si usano meno di un tempo. Il senso del bambino che ci accompagna ha bisogno di essere sorpreso, di credere in qualcosa di buono, di trepidare finché apre un pacchetto. La giornata si chiuderà dopo e l’attesa e il suo senso saranno consumati. Trasformati in altro. Per qualcuno semplicemente si è passata una festa, per qualcun altro un pensiero in più apre al nuovo. Quello che vorrei, non solo per me, è che in tutti questi bisogni che confluiscono nel  Natale, ci fosse una continuazione. Qualcosa che prosegue e lavora con noi, amichevolmente, dentro e fuori. E così l’attesa e la sua soddisfazione fossero luoghi del vivere, con la chiarezza dei bisogni che abbiamo davvero. Non solo un ricorrere e un evocare che lascia perplessi. In fondo il bisogno di luce, è il bisogno di calore, di amore, di nascita.

La nostra.

3 pensieri su “I wish you a merry christmas

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