scegliersi il giudice

Per eccesso di fiducia, scarsa valutazione od improvvisazione, non di rado nelle relazioni (trascuro i fatti d’amore che hanno altre implicazioni) ci si espone al giudizio di persone inadeguate. A giudizi che non accetteremmo mai in condizioni di parità.

Una partita a scacchi o qualsiasi gioco che metta in moto l’intelligenza e non abbia il solo schermo della fortuna, ha un momento in cui si ha la misura di sé. Se allora la somma delle nostre inadeguatezze è eccessiva, l’intelligenza ci porta a subordinarci per debolezza, spesso a giustificarci. Questo lascia un fondo amaro dove, non tanto il giudizio dell’altro, ma noi stessi ci giudichiamo inadeguati alla situazione e lo sappiamo ben più di chi abbiamo messo in posizione di superiorità. E’ la consapevolezza che abbiamo affrontato un rapporto senza la necessaria preparazione e ci siamo inutilmente esposti. E c’è un bel dire che la prossima volta si farà meglio, resta un bruciore che affonda nella considerazione di noi inutilmente ferita.

Se proprio ci serve qualcuno che ci dica i nostri limiti, è almeno necessario scegliersi il giudice e stimarlo quel tanto da sentirne l’incitamento a migliorarsi. Un buon giudice sarà intelligente ed amorevole, giusto ed equo; questo è quello che dovremmo cercare per sentire che siamo sì sciocchi, ma valiamo pur qualcosa.

Oppure, come Bertoldo, conservare almeno la discrezionalità dell’albero a cui impiccarsi.

6 pensieri su “scegliersi il giudice

  1. Beh … mica è facile, @Willy, trovare un siffatto giudice …. ammesso che esista !
    Mi sembrano invece assai più opportuni e percorribili, il non stancarci mai di “conoscere noi stessi” e lo sforzarci sempre, e sempre con sincere e determinate intenzioni, di non deridere mai nè compiangere le azioni altrui, cercando invece di comprenderle fino in fondo ! 🙂
    @Cavaliereerrante …

  2. Difficile trovare “giudici” amorevoli, giusti ed equi, spesso non abbiamo nemmeno l’opportunità di scelta, purtroppo.
    Sovente capita che ne incontriamo di spietati e poco disposti a comprendere e a compatire, talmente pieni di sè che pensano di avere la verità … infusa e che essa sia quella assoluta e suprema.

    Che sia una serena e poco faticosa giornata, Will, ciao 🙂

  3. Un post strano.Che fa pensare.Non poco.La vita! Eterna partita.Con noi stessi,col Destino,cin i bagagli lasciati da altri e avuti in dotazione.Si che,l’inizio del nostro viaggio è già segnato in partenza e,illusorio credere nel bianco assoluto,nella leggerezza a procedere.Entusiasti,curiosamente entusiasti o arrabbiati per oscure fonti,questo si.E immaginiamo.Guardiamo il mondo o chi ci sta davanti con questi occhi.Entusiasti, curiosamente enusiasti,arrabbiati,con dentro già il segno della vittoria o della perdita.
    Qualcuno nasce predisposto al calcolo e,con più difficoltà farà la mossa falsa,altri si affideranno all’istinto di sogni che coi colori confondono e deviano..Con incerta vittoria.
    Ma l’uomo calcolatore è anche un codardo,perchè i calcoli concernono sempre il guadagno e la perdita,e l’opportunista si preoccupa sempre di ciò.
    Morire è una perdita,vivere è un guadagno ed è così che spesso si decide di non morire,ma questo è ugualmente un atto di viltà.Allo stesso modo,chi ha ricevuto una buona educazione può mascherare,con la sua intelligenza e la sua eloquenza,la codardia o la cupidigia che costituiscono la sua vera natura,magari non rendendosene neppure conto.
    I sognatori per naturale istinto,invece,no.Ed è allora che si può dire entra in gioco la “buona” o “cattiva” sorte.

    Il giudice resterà sempre la “dignità” di una persona.Qualità o virtù che sfugge a qualsiasi calcolo,ma non agli occhi.Gli occhi che l’hanno registrata da subito.
    C’è sempre dignità nello sforzo e nell’assiduità,nella serenità e nella discrezione.C’è dignità nell’osservazione delle regole del codice e nella rettitudine.
    C’è anche nello stringere i denti e mantenere gli occhi aperti; tutti questi atteggiamenti sono esteriormente visibili,se lo si vuol vedere.
    Ma ciò che è di capitale importanza è agire sempre con dignità e sincerità. Gli unici giudici a cui personalmente ho sempre fatto capo
    Termino con le Consolazioni di Seneca “Di te,Marcia,si trattava,sei tu che Arèo assisteva.Cambia personaggio; sei tu che ha consolato.Ma pensa pure,Marcia che la tua perdita sia stata la più grande che mai tua madre abbia patito; non ti blandisco nè miniminizzo la tua disgrazia.Se il destino si vince col pianto,piangiamo insieme; ogni giorno passi nell’afflizione,la notte si consumi insonne nell’angoscia; le mani corrano a straziare il petto e lo stesso volto; il dolore si sfoghi in ogni genere di torture,se ne avrà giovamento.Ma se il lamentarsi non risuscita nessuno,se il soffrire non muta una sorte immobile e fissa per l’eternità e la morte non ha mai mollato quel che si è preso,cessi un dolore in pura perdita.Perciò regoliamoci e non facciamoci sviare da cotesta violenza.E’ una vergogna per il pilota di una nave farsi strappare il timone dai flutti,lasciare le vele in balia del vento,,abbandonare l’imbarcazione alla tempesta; ma va lode, anche nel naufragio,a chi fu inghiottito dal mare con la barra in mano,nello sforzo della lotta”.
    Bianca 2007 (Mirka)

    Nota-Non rileggo e quindi scuserai gli eventuali…

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