udito e tatto

 

Ausculto i segni,

zampette di desideri,

vaghi, come l’odor di dolce dei negozi chiusi.

Di notte,

il silenzio si stende a pennellate larghe,

con briciole di luce

e fotoni dispersi

che urgono, già spenti.

Di notte

il silenzio si posa ai bordi del letto,

agita lenzuola di seta,

slega la veglia dai  piccoli pensieri.

A te penso un poco,

non ti basterà

quello che per me

nel bujo, è troppo.

Questo silenzio lo sento

che sciacqua le rive delle case,

e sale e scende

sino ad affogare il sonno.

Accolgo i piccoli rumori

preziosi sul tetto,

contro il vetro,

e la bava di vento

con atomi d’erba

crepitante e secca:

è notte, ancora,

da bere a sorsi piccoli,

ancora.

4 pensieri su “udito e tatto

  1. ascolta il buio tra le dita.

    mi piace questa frase.
    fa venire in mente l’amore.
    l’amore fatto al buio.

    ascolti il rumore lieve delle dita
    che risalgono
    immerse nel buio
    e hanno il sapore degli amanti.

    la userò la tua frase,
    in qualche racconto.

    buonaserata.

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  2. Se ti ricordi di me, saprai anche che poco o troppo è solo a mio avviso un vestito invernale o estivo sul cuore. ho idea che le parole a mezze labbra con se stessi al buio, siano come le donne che mettono in discussione la vita di un uomo.
    Sono un colpo di fortuna.

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