l’età del vetro

Si sono sommate ferite vecchie e nuove,
e non guariscono,
forse è la stagione,
il corpo che è stanco,
e ha un diverso dire,
come i pensieri
che seguono ciò che accade.
Nell’età del vetro siamo più fragili
e secchi,
impermeabili, penso,
ma l’amore si deposita sulla pelle
fessura, penetra la luce
e il sentire frantuma.
Così mi pare.
Eppure in questa nuova stagione
fare speranza è parte di passione,
necessario è il mai più
che non piega e tace.
Chiedere il rispetto,
che scuote la polvere
dopo aver tanto camminato
per non lasciarsi violentare,
e dire forte ciò che si pensa
muto d’ogni compiacere.
È l’età acuta
in cui i mesi tagliano il tempo
e l’accadere
si chiede scusa nello sbagliare
ma si deve andare.
E anche tutto questo permette
alle rondini di tornare.

3 pensieri su “l’età del vetro

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