così ho scelto Civati

così ho scelto Civati

In queste settimane, man mano che i leader del pd sceglievano Renzi e Cuperlo, l’aver scelto Civati, mi ha sempre più convinto. Mi dicevo che se nulla, o quasi, della politica praticata in questi due anni dal pd mi era andata a genio, il fatto che gli attori di quella politica fossero altrove mi confortava nell’idea che il nuovo e il necessario per cambiare non fossero da quella parte. Ne ho anche tratto una piccola sicurezza, che nei pochi noti che aderivano non potessero esserci i pugnalatori di Prodi, e neppure i fautori di un governo chicchessia per assicurare la continuità con quanto già sbagliato con Monti. Il potere ha aspetti strani, assuefa con immediatezza chi lo pratica e induce a perseverare negli errori, anche non propri, che potrebbero metterlo in discussione.

Così ho scelto Civati perché tra il nuovo che è pieno di vecchio e il vecchio che si vorrebbe mostrare rinnovato, solo il diverso qualche garanzia/speranza sembra darla. Poi ho letto il programma, i larghi spazi lasciati alla discussione assieme, il partire da consapevolezze condivise, il rifiuto della cultura dell’emergenza per far passare ogni azione che non appartiene né alla sinistra, né al riformismo, né al cambiamento, gli F35, una nuova economia, il lavoro. Ne ho ricavato l’impressione che attraverso una immane, ma esaltante e giusta fatica, cambiare si può. Partendo dal basso, rovesciando non le parole, ma la piramide del potere, ridiscutendo i presunti assiomi dell’economia che poi sono solo teorie., tornando ai bisogni veri, quotidiani, delle persone: il lavoro, l’assistenza, l’istruzione. E ho pensato che se torna la fiducia nella politica è perché il cittadino si sente protagonista, non applaude al nuovo attore, ma vuole recitare. E non ha più voglia di sentire il vecchio copione, ma vuole scrivere la sua vita. E questo accade se sente che la sua opinione conta, il suo gesto pesa, se ciò che dice e pensa ha un senso per chi lo ascolta. Per questo non sono corso a soccorrere il vincitore, ma ho preferito camminare con chi ha davvero voglia di darmi ascolto.

2 pensieri su “così ho scelto Civati

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