il cerchio di gesso

Parlando di te, usi parole dense, come si fa tra i vecchi amici che si sentono per il piacere dell’altro. Ed hai concluso con il presente, non con il passato. 

Ho chiuso il cerchio, adesso mi sento in equilibrio. Serena.

Nella mia mente si è disegnata una circonferenza tracciata col gesso, un braccio che ruota sul perno del corpo, il segno per terra. E tu, dentro una prigione facile e difficile. Da superare con un balzo, come tutte le prigioni della volontà. E invalicabile.

Hai mai pensato che il cerchio rappresenta la perfezione e la divinità, ma che né l’una né l’altra sono serene? La perfezione quando cessa di essere tensione non ha più coscienza di sé ed il cerchio viene superato come immagine, lasciando qualcosa di indifferente al mondo ed immoto.

Ma da quanto capisco, il tuo cerchio di gesso, è una serie di equilibri, un trovare la misura del desiderio. Vivere il giorno, con il pensiero del futuro domestico e trovare un equilibrio, è una forma alta del vivere.

Altri cercano molto di più e si abbattono schiantati appena fuori del cerchio di gesso. Oppure esasperano la tensione sino a realizzare che solo l’insufficienza ed il limite ci possono accompagnare perché perfezione e purezza non sono concetti sovrapponibili, ma al massimo tensioni irrisolvibili del Tutto. Solo i bambini possono pensare di essere davvero Tutto. 

Sono pensieri silenziosi, nessuno tornerà mai bambino, ma gli occhi possiamo pulirli. Dal tempo, dalle urgenze, da ciò che non conta davvero e giocare con il cerchio di gesso. A volte tu, a volte io, a volte nessuno perché è scesa la sera e nessuno gioca più.

7 pensieri su “il cerchio di gesso

  1. Scusa, Willy, non riesco ad evitare di pensare che ho conosciuto persone letteralmente ossessionate da questa ansia di chiudere ‘sto cerchio, di dimostrare a se stessi e agli altri la propria compiutezza.
    La serenità, quella (ai miei occhi) vera, di tutta questa compiutezza non ne ha bisogno, sa accettare le proprie smagliature, le proprie incongruenze, la provvisorietà e la parzialità delle proprie conquiste.
    Questo cerchio è in realtà una corda troppo corta, non c’è speranza di metterci dentro il Tutto, ma solo di chiuderla su qualcosa lasciando fuori qualcos’altro. Quel che metti dentro e quel che lasci fuori sono scelte individuali, che nulla anno di assoluto, né di permanente.

  2. Ne ho conosciuto e ne conosco anch’io Rob, di queste ossessioni. Come se tutto si dovesse ricomprendere e ricomporre. Conosco anche il gesto che abbassa l’asticella e si pone obbiettivi raggiungibili, si chiude dentro cerchi di soddisfazione ed inizia il sonno. Sulla serenità non ho le idee chiare, ovvero non ho una formula. Quando sono sereno, e non è infrequente, c’è anzitutto l’accettazione di me e la coscienza di dove posso arrivare. Non è una acquisizione, è uno stato che si giova della consapevolezza. Con il Tutto ho un rapporto tranquillo, so che non posso ricomprenderlo, so che posso semplificare e cercare ciò che conta davvero per me, so che molto di più di quanto posso contenere è fuori di me e che questo motiva la capacità di meravigliarsi.

  3. Da quando “mi conosco” penso a me come ad una specie di Gulliver legato e assicurato al suolo da centinaia di legacci rampini e corde. Ognuna limitante sempre più il movimento libero ,la libertà. Ho imparato quasi a non farci piu’ caso, ma a volte ,ancora, un nuovo legaccio viene lanciato, e la mia immagine sparisce ormai sotto una coltre di corde. Le più grosse segano le carni. Cioè tolgono anche,non impediscono soltanto. Ecco,Rob, se solo si riuscisse a tener liberi il pensiero e la voce, allora sì. Non sarebbe impossibile chiudere il proprio personalissimo cerchio.

  4. per tutta la vita cerchiamo di sciogliere lacci che intorno a noi, ma anche noi stessi in gran parte creiamo. Credo che il senso sia il percorso, la lotta verso la libertà, che significa alla fine dipendere da sé. Sei in buona compagnia Bruno.

  5. Ognuno di noi ha il proprio
    cerchio personale in cui entrare,e
    aspettare il momento propizio per
    risolvere momenti di vita.
    Mai chiudere il cerchio, si aprirebbe
    subito uno nuovo.

    Buona serata
    Mistral

  6. E’ così Mistral, avere la chiave e il senso della temporaneità per non essere prigionieri di se’. Buon inizio di settimana

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