6 giugno 2010

La prima a farmi gli auguri stamattina, è stata lei, mia madre, ed io glieli ho ricambiati dal profondo del cuore, perchè è stata fatica di entrambi. Allora e poi. 

Giornata pigra, quasi schiva, lenta per volontà e senza bilanci. Quelli li ho stralciati da qualche anno, inutili a me e al fisco altrui. Qualche augurio, qualche assenza corrucciata, un caldo giorno di giugno, senza mare.

Tutto sommato, credo di andarmi bene, anche se voglio cambiare, non farei così tanti sforzi per essere quello che sono. Certo voglio camminare nella vita, esserci, magari più equilibrato, leggero, sereno, ma questo è un work in progress e va bene che non si concluda.

Nella mia testa serenità e forza sono sinonimi e l’una si incunea nell’altra delineando l’uomo tranquillo che avrei voluto essere sin da ragazzo, era l’uomo di Ford, che aveva un passato, idee chiare sul presente, voglia di futuro. Alla fine non è andata così, ma ci ho provato. Ci provo.

Con il procedere degli anni contano meno le virtù, più le passioni ed anche un po’ i vizi. Le abitudini sono servite molto quando c’era da tenere assieme il personaggio. Oggi posso dire che il pessimo individuo con cui convivo, dialoga felicemente con me, si accapiglia e baruffa, ma un bicchiere di vino assieme non lo rifiuta mai. E la vita non è forse una grande, bella scazzottata?

Gli auguri servono sempre molto, però tengo più alla vostra presenza, silente o meno. Siete una bella compagnia. Grazie.  

 

 

8 pensieri su “6 giugno 2010

  1. GIUGNO,
    un gran bel mese.Il 6 m’hanno detto sia un qualcosa in più.AUGURI,allora,col regalo di un giorno disubbidiente all’adunata dell’appello.Per l'”uomo tranquillo”,poi,c’è sempre la “città ideale” fondata da Socrate.Bianca 2007

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