i randagi

In un paese del Carso, alle dieci del mattino di un giorno di lavoro, chi vuoi che ci sia per strada? Anziani, soprattutto, con qualche eccezione accompagnata da un cane che trascina donne interessate al tempo, allo squarcio di mare che si vede dal poggio, al colore dell’aria, al traguardo del fine mattino. Randagi di tempo e di luogo in un mondo che invecchia. Oggi i randagi hanno casa, reddito, oggetti importanti e intrasportabili, ma si rinchiudono tra mura proprie e non amiche.

Ciò che chiude non ci vuole bene.

Randagi in un mondo che non accoglie, che confina in circoli elitari, che ripete icone e discorsi. Randagi che assentono sentendosi dire quel che sanno e che non hanno mai messo in dubbio, che si rileggono sui giornali, che si riascoltano per televisione. Randagi, un tempo rassicurati dalla grazia del lavoro, dell’affetto, dall’approvazione circostante. Randagi, immessi consenzienti in un circuito devastante non solo per le idee, ma soprattutto per la vita. Randagi spaventati dall’ attesa rimossa di un Alzaimer pietoso che annulli ricordi e condizione e riporti in altri la responsabilità del proprio vivere.

In questo randagismo della mente non c’è eguaglianza, è questione di risorse vitali. Al solito le donne sono diverse, quando malferme, trascinano carrelli della spesa, puntano risolute verso case in cui rinchiudersi prima di sera, sono grandi per la determinazione del vivere, per le abitudini consolidate screziate da nuovi interessi. Sono grandi, ma randagie anch’esse dopo che il mondo conosciuto lascia la propria traccia solo attraverso una pensione, sono randagie di un percorso che s’avvita su se stesso e si vuota di rispetto. Oggi i randagi hanno casa e non sanno gestire il mondo in cui vivono, hanno silenzi crescenti e oggetti incomprensibili che lampeggiano attorno.

Randagi di vita e di curiosità stanziali, in questo paesino come nella grande città, i randagi sono in attesa di passaggi salvifici e organizzati per affrontare l’unica cosa che l’uomo non riesce ad accantonare e stanare da sè: la solitudine.

Un pensiero su “i randagi

  1. HO APPREZZATO
    molto la verità di questo crudissimo post.Randagi a tutto fuorchè a un’unica meta che con sollievo si accoglierà.Ma…avanti verso il sole! Buona giornata.Bianca 2007

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.