autocritica

Vorrei semplificare, riconoscere tutte le colpe, anche quelle che non ci sono e quelle che non ho. Offro tutto questo battermi petto e testa  in cambio di un’idea convincente che non sia la ripetizione di una giaculatoria. Farei una novena purchè ci si liberi dal cilicio della consapevolezza d’ essere, noi d’opposizione, sostenuti da berlusconi. Rinuncerei alle analisi affilate per riconoscere grosso modo chi è il vero collante della destra, del centro e della sinistra: lui, sempre lui, che sopperisce alla mancanza di idee e di parole comunicative. L’afonia della sinistra è nella pochezza di quattrogatti che non riescono ad accordarsi per agguantare una lisca già mangiata, mentre il resto si arrabatta aspettando passi. Eppure, noi orgogliosetti, abbiamo tutti i fondamentali: la laicità, l’eguaglianza come discrimine, la legalità, la solidarietà. Questo mi fa pensare che l’intelligenza sia un veleno sottile che acceca nei distinguo e porta alla superbia. Sarà poi vero che solo noi capiamo, siamo in grado di analisi raffinate, abbiamo gli antidoti. E se non fosse vero e se la prima cosa da chiedersi, invece, non fosse in che paese viviamo e se quello che vogliamo è davvero compreso, convincente e forte tanto da rappresentare un futuro condiviso?

Spero poi,  non emerga la sindrome dell’esule incompreso, altra tentazione della sinistra intelligente, che quando è inane emigra. E che dovrebbe fare un progressista in Iran o in Cina? E Obama durante la presidenza Bush, cosa avrebbe dovuto fare, emigrare in attesa di tempi propizi?
Vorrei invece promettessimo all’ elettorato che ci osserva sconcertato, che non faremo prigionieri, che faremo quello che diciamo, fino in fondo senza sconti nè amicizie e mostrando: queste sono le teste dei nostri, adesso tocca agli altri.

5 pensieri su “autocritica

  1. bel post, willy.
    che sarebbe ora di smetterla con berlusconi e cominciare a fare cose per noi, idee per la nostra gente, fatti , opposizione.
    come sta facendo di pietro, in fondo.
    eppure non la vedo questa consapevolezza , questa voglia…si candida bersani, che sarà pure una brava persona ma vive nelle correnti.
    riusciremo mai a nuotare fuori?

  2. sono con te.

    ma sai una cosa, willyco?
    ci vorrebbero le sezioni, te le ricordi?
    luoghi in cui parlare, discutere, sbranarsi.
    luoghi di fermentazione d’ idee.
    siamo troppo lontani dalla gente, troppo schizzinosi e sfastidiati.
    manca il comunicare semplice, l’esserci, la presenza.

  3. Hai ragione D. manca proprio il posto in cui discutere, parlare la stessa lingua, preparare il fare collettivo tra persone diverse per cultura, mestiere, età. E’ parte del nuovo di Veltroni, ma magari gli faccio più colpe di quelle che ha, solo che gli ex democristiani hanno le parrocchie, gli altri non hanno più nulla.
    Di Tibì non ho tracce, se si facesse viva farebbe bene a molti.

  4. Mah, arrivo tardi e non ho molto da aggiungere a quello che hai scritto.
    Se non che la latitanza dell’attività “sul territorio”, le sezioni per intenderci, è anch’essa figlia della stessa spocchia.
    In fondo, che ci si preoccupa a fare del lavoro tra la gente, dell’informazione anche a livello di massa, del dibattito, di avere una struttura capillare?
    Tanto c’abbiamo le idee migliori, no?

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