10 pensieri su ““mio padre ” è morto partigiano a 18 anni

  1. Forse è proprio arrivato il momento di non defilarsi, ma di prendere una “parte”. Schierarsi può essere faticoso, in molti casi. Ma necessario, eticamente e moralmente. Per potersi guardare allo specchio e riconoscersi.

  2. FORSE
    anche mio padre è morto partigiano a 18 anni. Ma è morto combattendo per un SOGNO DI LIBERTA’.Nessuno gli aveva insegnato a sparare e lui pure non lo sapeva fare.Ma si è trovato in mano un moschetto e di fronte a un nemico spietato e più sveglio di lui.E ha sparato. anche se prima una pallottola gli aveva attraversato il cuore. e le sue mani conoscevano solo carezze date e fiori raccolti solo per farne dono.Così lessi (di nascosto) in un quaderno di mia madre.
    Bello il video e significativo.Bianca 2007

  3. FANTASMI

    NON RAMMARICATEVI
    DAI VOSTRI CIMITERI DI MONTAGNA
    SE GIU’ AL PIANO
    NELL’AULA OVE FU GIURATA LA COSTITUZIONE
    MURATA COL VOSTRO SANGUE
    SONO TORNATI
    DA REMOTE CALIGINI
    I FANTASMI DELLA VERGOGNA
    TROPPO PRESTO LI AVEVAMO DIMENTICATI
    E’ BENE CHE SIANO ESPOSTI
    IN VISTA SU QUESTO PALCO
    PERCHE’ TUTTO IL POPOLO
    RICONOSCA I LORO VOLTI
    E SI RICORDI
    CHE TUTTO QUESTO FU VERO
    CHIEDERANNO LA PAROLA
    AVREMO TANTO DA IMPARARE
    MANGANELLI PUGNALI PATIBOLI
    VENT’ANNI DI RAPINE DUE ANNI DI CARNEFICINE
    I BRIGANTI SUGLI SCANNI I GIUSTI ALLA TORTURA
    TRIESTE VENDUTA AL TEDESCO
    L’ITALIA RIDOTTA UN ROGO
    QUESTO SI CHIAMA GOVERNARE
    PER FAR GRANDE LA PATRIA
    APPRENDEREMO DA FONTE DIRETTA
    LA STORIA VISTA DALLA PARTE DEI CARNEFICI
    PARLERANNO I DIPLOMATICI DELL’ASSE
    I FIERI MINISTRI DI SALO’
    APRIRANNO
    I LORO ARCHIVI SEGRETI
    DI OGNI IMPICCATO SAPREMO LA SEPOLTURA
    DI OGNI INCENDIO SI RITROVERA’ IL PROTOCOLLO
    CIVITELLA SANT’ANNA BOVES MARZABOTTO
    TUTTE IN REGOLA
    SAPREMO FINALMENTE
    QUANTO COSTO’ L’ASSASSINIO
    DI CARLO E NELLO ROSSELLI
    MA FORSE A QUESTO PUNTO
    PREFERIRANNO RINUNCIARE ALLA PAROLA
    PECCATO
    QUESTI GRANDI UOMINI DI STATO
    AVREBBERO TANTO DA RACCONTARE

    Piero Calamandrei

    e, adesso, racconteranno.
    oh se lo faranno.
    del passato, forse, non interessa più a nessuno.
    soltanto noi.

  4. Che diremo ai nostri figli,
    ai nostri amori,
    ai compagni occasionali:
    che non avevamo visto,
    nè saputo,
    o ricordato.
    Diremo che il silenzio
    di battaglia nostra, è vanto,
    che la notte è ormai passata,
    che il sonno non s’è turbato.
    Diremo ad occhi bassi,
    che convinti eravamo,
    ma di lotta stanchi
    abbiamo riposato?
    Ed allora parleremo,
    parleremo a perdifiato,
    otturando orecchie
    e bocca,
    senza sosta
    parleremo,
    per spegnere un pensiero
    parleremo e non diremo.
    Così nessuno capirà,
    nessuno chiederà
    e solo noi sapremo
    qual’è la nostra verità.

  5. l’autore del monologo è Roberto Lerici ed era inserito, tra glia latri, nello spettacolo” a me gli occhi” interpretato da Projetti

  6. TOH CHI SI RIFA’ VIVO!
    E magari ” lui” non saprà mai che noi sappiamo.Ciao papà e ciao Willy of course e sudata sotto il sole che quest’oggi non risparmia..Bianca 2007

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