dov’eravate il 9 novembre 1989?

 

L’interesse per la politica aiuta, come allora, a vivere il presente? Forse, ma non è importante per i più, infastiditi da un mondo che sembra non riguardarli e pensano che  tanto non cambia nulla.

Quell’estate ero stato a Praga. C’erano stati scontri con morti e feriti vicino al teatro, ma l’aria non era, come altre volte, cupa e al ritorno, parlandone, si sentiva la nostra inadeguatezza d’essere chiusi nelle vicende italiane. Il nostro futuro avveniva altrove e bisognava leggerlo e capirlo con occhi nuovi. Così arrivò il 9 novembre, inaspettato e banale nella dinamica. Dov’ero?  Al lavoro fino a tardi, con un giornale, già inutile, che attendeva di essere letto e una frase di Gorbachev, della sera prima, che mi seguiva. L’ho meditata, discussa,  rifiutata e finalmente acquisita, quella frase e credo valga per tutti:

Chi arriva tardi viene punito dalla vita”