impudicizia

Ci sono cose che prendono gli occhi e la gola, mi parlano con corde, che solo qualche mano riesce a toccare.

Kleiber e’ una di queste emozioni, e’ imbarazzante commuoversi per la musica alla mia eta’, eppure se succede non me ne vergogno.

Con la possibilità di sentire musica ovunque, può accadere in qualsiasi luogo, allora mi ritiro in me, non riesco a comunicarlo.

E cosa si può comunicare di un senso di bellezza che si scontra con te? Nulla.

Meglio stare zitti piuttosto che giustificarsi di sentire.

Meglio mostrare l’impudicizia della commozione che fa sembrare rincoglionito, e risparmia l’offesa dell’incomprensione.

 

Questa è solo una parte dell’applauso che esplode successivamente, in modo inusuale anche per una esecuzione grandissima, unica e di cui si dispone solo di questa registrazione, ma Kleiber era singolare anche in questo: indifferente, rapito e sommo. La parte importante di questo rapporto tra musica, direttore, pubblico è nell’esitazione dell’applaudire. Qualsiasi manifestazione avrebbe rotto l’incanto, poi l’esplosione è liberatoria. La bellezza deve essere esorcizzata!