Come dice Minnie, basta con tutte queste malinconie bloggare, basta con i pianti in rete, con i ricordi di ciò che non è stato, diamo inizio a webballegro, ché è arrivato il rinascimento e Chi vuol esser lieto sia che del doman non v’è certezza. Ma tutti dobbiamo essere felici, proprio tutti. Anche quelli che non sanno cos’è la felicità e ne hanno una pallida percezione. quelli che non l’hanno riconosciuta a tempo. Quelli che sanno cos’è e ne hanno paura. Quelli che pensano che se si è felici poi passa e si è infelici. Quelli che vedono tutto positivo, ma hanno il dubbio che qualcosa si sia rotto nella vista. E adesso che abbiamo deciso di essere felici, quanto dura sto’ cazzo di felicità, perchè vorrei vivere con tutto l’armamentario della vita. Non sempre sfighe, ma neppure appartarmi nel mio mondo felice. Interessarmi di quello che succede, innamorarmi, perdere la testa e ritrovarla, emozionarmi, incazzarmi, ecc. ecc. La felicità è un processo dinamico, se non si eccede con il prozac e appartiene alla vita. Spesso non dipende solo da me, ma va alla fonte della soddisfazione del mio bisogno-desiderio. E’ importante viverla quando viene, fino in fondo e sapere che non finisce, nel senso di una botta e via. Ma forse parliamo di vivere positivo, allora è altra cosa e non è alternativa alla felicità. Su questo, come sulla felicità, nel web ci sono altre penne ben più felici della mia. Vista l’ora, passo alla nanna, magari mi viene un sogno di quelli belli, che al mattino mi dispiace svegliarmi anche se è domenica.
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globalizzazione
Quattro giorni in Romania per capire se ci puo’ essere lavoro per la mia societa’. La stranezza di campi abbandonati e fabbriche piene di lavoratori. manca manodopera, vengono dall’ungheria per lavorare in questa regione. Paghe tra i 200 e i 400 euro, ma una birra costa 2 euro, secondo voi con 80 birre si vive un mese. Non e’ vero che ci sono solo italiani, anzi il capitalismo itinerante se ne sta andando in cerca di salari piu’ bassi e mercati in espansione in cui collocare la produzione del posto. Mi ha sorpreso un colloquio in cui mi veniva detto che una azienda era passata da 1400 a 800 lavoratori in un anno, in parte se ne sono andati , in parte licenziati: salta una commessa e i posti di lavoro svaniscono. La cina influenza ogni produzione ed e’ triste pensare che la crisi qui avviene prima che ci sia stato lo sviluppo. Tutto avviene troppo in fretta. I poveri acquistando merci povere prodotte all’estero, faranno chiudere le fabbriche nei loro paesi, introducendo nuova poverta’. Mi viene spiegato che il mercato trovera’ meccanismi di sostegno, ma nella globalizzazione non e’ detto che il sostegno al mercato avvenga qui, anzi e’ piu’ facile avvenga nei mercati di produzione. Tutto noioso, vero? Mi chiedo se davvero il cuore sia ancora a sinistra.
il silenzio bambino
il bimbo parla della meraviglia che entra nei suoi occhi, racconta sogni che si mescolano con il vero, vive tutto intensamente. Quando gli anni sono pochi, la fantasia vive con parole parche e al bisogno le inventa. Anche i ricordi non pesano ancora così il silenzio bambino è profondo. Risalire verso il suono del silenzio originale, consente di guardare il mondo con occhi nuovi e ascoltare meravigliato.
grillo
Molto di quanto dice Grillo dovrebbe farlo la sinistra, ma le vengono le tentazioni di pinocchio
increspatura
C’è stato un momento in cui, dentro la materia d’un pensiero, dentro un sentimento coeso, si è manifestata una idea di incrinatura. Un disassamento d’atomi, molecole che sono scivolate, le une sulle altre e già nuove forze, nuove iterazioni deboli trovavano un equilibrio. Pensandoci dopo, molto dopo, m’ è parso di individuare l’ambito, non il momento e di chiedermi: se ne avessi avuto coscienza allora, sarebbe bastato a sanare, ad evitare la frattura intervenuta molto dopo? Non può esserci risposta, ma comunque non sarebbe stato come prima e quel brivido della materia ormai esisteva. Non so neppure se ci sia sempre stato e solo il caso o l’intenzione d’un cambiamento l’abbia fatto emergere. Un rocciatore non sempre può scegliere l’appiglio che gli permetterà di salire.
saldi
Magari una volta, una sola, mentre prendete in mano una camicia, un maglione, pensate alle centinaia di migliaia di chilometri di tessuti che vengono prodotti ogni anno. Ai milioni di pecore, ai pastori e alle mani che hanno tosato, cardato, pettinato la lana in posti lontani. Immaginate gli sterminati campi di cotone, seminati e raccolti. Il lino, tagliato, battuto, lavato e filato. E tutto racchiuso in balle che treni, navi, carri, spalle, camion portano verso i mercati. E ancora magazzini con alte volte in penombra, freschi di rado, spesso soffocanti, affacciati sulle banchine dei porti. In angoli di mondo, la seta raccolta in balle di migliaia di matasse incolori, si accatasta. In un porto franco verrà lavata e riconfezionata prendendo altra nazionalità e valore. Tutta questa merce si avvia alle macchine per tessitura, ha già viaggiato molto, spesso torna dov’era nata. Tagliata, cucita, confezionata, ritorna sui mercati: ancora trasporti, grossisti, negozi.
Ed infine noi.
Ecco perchè quando penso a tutto questo lavoro, mi prende una vertigine da dimensione e non riesco a confrontare il prezzo di ciò che pago con la consapevolezza di ciò che l’ha generato.
una maglietta 3 euro, un jeans 10 euro
aromatiche e altro
aromatiche
Nella mia terrazza c’è un piccolo orto di aromatiche. E’ dentro una vasca d’acquario dismessa: rosmarino, erba luigia, cipollina, menta, basilico, timo, santoreggia, qualche timido peperoncino. Stanno trovando un equilibrio, le mie piante, qualcuna muore, qualcuna è arrogante e invade, molte vivono con dignità, tutte profumano. Le guardo e penso alla mia vita attuale e i ricordi sono al giusto, biologico, posto.
Postato da: willyco a 05/08/2007 14:31
gentile signora mele
Gentile Signora Mele, è un gran brutto momento. Lei ha molta solidarietà, ma non le basta e sta male. Non so quali siano le sue domande su di sè e sul suo futuro, il bambino in arrivo determinerà molte delle sue decisioni immagino. La mia opinione è che bisogna essere almeno dignitosi, e poi incazzati. Vede Signora, sul tradimento non ho scale di valore legate alla differenza di genere, es. è più grave il tradimento verso la donna, è meno grave il tradimento verso l’uomo, non ti ho promesso fedeltà e allora il tradimento non c’è, sei incinta è più grave, sei ammalato è più grave, non ci sei e non lo sai e quasi non è tradimento, penso di tradirti ma non lo faccio per paura e quindi non ti ho tradito, ecc. Per me il tradimento è una ferita per chi lo subisce e a volte la ferita è mortale, perchè non si dimentica, ma comunque è sempre grave. La ferita riguarda la fiducia nell’altro, la possibilità di fidarsi di chiunque. Fa male il tradimento, sempre anche se non si è incinta e non è una questione di genere uomo-donna o condizione economica. Chi tradisce è colpevole e solo il tradito lo può perdonare, ma per sanare sè stesso, la propria ferita. C’è una aggravante per chi oltre a tradire, per desiderio, amore, per tutti i motivi per cui si tradisce, tradisce e fa male per indifferenza, questo non ha giustificazione, dimostra che non ama e non vuole neppure bene; in questo caso, per me, la colpa e il vulnus non è redimibile. Legga se ne avrà voglia, Hillmann in Puer Eternus, aiuta a capire che il tradimento quando lo si subisce, dolorosamente aiuta a crescere e a cambiare definitivamente le persone. Del signor mele non mi interessa molto, credo che aspetterà che si dimentichi, è parte della politica aspettare le amnistie ai propri errori, ma Lei Signora spero che pensi a sè, che elabori la notte in cui è finita, che non subisca e basta, che qualunque cosa faccia, sia per sè prima di tutto e per suo figlio poi. La vita non le sarà facile in questi mesi. Se il signor mele non era sfigato e la lady non si sentiva male, cosa sarebbe accaduto nel suo universo? Spero non pensi che era meglio non sapere, comunque adesso lo sa e spetta alla sua dignità trovare una soluzione. Con i miei auguri per il suo futuro e quello di suo figlio
Postato da: willyco a 05/08/2007 12:02 | link | commenti (1)
colonna sonora
Stamattina ho issato l’orifiamma rosso e argento: luna e sole si contendono la vita del cavaliere. Lo sguardo è fermo, deciso a non scrutare dentro. Almeno per oggi. Colonna sonora: elgar: enigma, Annarella, mussorgsky: pictures…,nannini: abbandono e altro, inno russo, cccp,battisti, ligabue,bach j.s. per lenire le pene con la geometria del clavicembalo ben temperato, karl kraus, zarzuelas e vasco e guccini e modena e dire streets. Si va, non importa dove, ma si va.
Postato da: willyco a 05/08/2007 10:49 | link | commenti (1)
il cerchio di gesso
Eravamo bimbi. Abbiamo tracciato un cerchio di gesso per terra. Con cura l’abbiamo reso perfetto, ingrossandone i confini. Poi è iniziato il gioco: noi dentro, ridendo e in attesa che una mano amica ci liberasse.E il tempo passava e i nemici impedivano alle mani protese di toccarsi. Così il riso è diventato paura d’essere nella notte, prigionieri del cerchio con tanta cura tracciato.
Postato da: willyco a 05/08/2007 02:14 | link | commenti (4)
la filosofia dei passeri
Stavamo becchettando in posti conosciuti, con abitudini semplici ed è bastato un katasasso per disperderci sui fili, alberi, cornicioni vicini. Con pochi richiami l’allegra brigata si sta ricomponendo, i percorsi ridiventano semplici. Katasasso, un effetto positivo, l’ha ottenuto e cioè quello di farci guardare attorno. Lo stormo sta migrando, mantiene i legami, ne trova di nuovi, ma migra. Perchè eravamo in kataweb? perchè è di sinistra, perchè è gratuito, perchè è semplice, perchè … L’effetto diaspora mi pone domande, mi crea un pò di consapevolezza anche sul valore che abbiamo come utenti web. Probabilmente qualcuno vende i nostri accessi come pubblicità, testa le nostre abitudini. Non credo alla neutralità del mezzo, nè di chi lo gestisce e allora se mi chiedo dove sono e perchè, posso rompere un’abitudine: il processo più fecondo che mi è dato. Probabilmente migrerò ancora, ma adesso per scelta e non per necessità. Non è poco.
Per i passeri è importante il cibo, il gruppo, il nido.
E volare, naturalmente.
Postato da: willyco a 03/08/2007 19:28 | link | commenti (4)
dialogo
Ci sono persone che hanno un dialogo per capello e quelli che sono calvi
Postato da: willyco a 03/08/2007 10:42 | link | commenti (1)
ischiatel
telefono: è P. da ischia, convenevoli, aria, acqua, cibo, discussione democritea sugli elementi fondamentali del mondo
– non vengo, mi dispiace (è vero)… no, non so dove andrò in vacanza…
P.: ho letto il tuo blog. Scrivevi meglio a vent’anni
– …
P.: troppi riferimenti al quotidiano, un tempo scrivevi storie e articoli e distinguevi le cose
– non ti sapevo lettore di blog. (come c… fa a trovare il tempo di andare in internet ad ischia: in quell’albergo fa fatica a funzionare il cellulare e non ci sono prese in camera, avrà bloccato il computer dell’albergo e già vedo Vittoria, la proprietaria, che gli ronza intorno per vedere a chi scrive e cosa legge) Comunque sono pensieri ad alta voce, la napoletana è arrivata?
P.: La napoletana non c’è e comunque era amica tua, non mia, non sviare il discorso, perchè mi tiri in mezzo, scrivendo di me, dentro alle cose tue?
– perchè fai parte della mia vita da tanto tempo e sei quello che mi conosce meglio, perchè ultimamente parliamo di più, perchè le nostre discussioni non si concludono, perchè con te posso litigare finchè mangio o bevo e non mi va il boccone per traverso. E poi adesso sono così
Mi sto muovendo per la casa, ricca di elettricisti alle prese con il condizionatore. Apro il frigo e mi investe il pecorino di ollolai, persistente, invasivo, totalizzante. Tutto il mio frigo è di pecorino, perchè ne ho comprato una forma intera in agosto, poi? vivo da solo, anche una serie di cene con gli amici non intaccherebbero la trionfante dimensione della forma. Esiste un problema degli scarti dei single e di come tutto questo altera vita ed abitudini. Non posso invitare gente tutte le sere per vuotare il frigo perchè si capisce che sono avanzi. Chiudo il frigo con un pensiero alla Barbagia. Il pecorino ha coperto poche battute di P. che torna alla carica sul blog. Stasera non demorde, gli piace sentirmi in difficoltà
P.:Cosa ci trovi nel mettere in piazza le cose tue, e anche mie: nulla surroga il ragionamento tra persone che si conoscono
– Perchè non mi chiudo, come fai tu, nella comunicazione orale, nella necessità di conoscere e di essere conosciuto. Esploro le suggestioni di nuovi contatti: è come parlare in una stanza buia, delle voci ti rispondono e tu non vedi i volti. Cerchi di dare una forma ad una voce, di darle capelli, bocca, corpo, età, cerchi di capire se è bella o non lo è e qui fai la stessa cosa con le parole. Solo rischi di più perchè ti mancano le sospensioni, i mezzi toni, le accentuazioni. Comunque è affascinante, anche quando nessuno ti commenta, perchè pensi che qualcuno, comunque, ti legge. E poi è bello leggere gli altri, trovare le sintonie, apprezzare la scrittura sintetica da blog che punta sull’immagine per sostituire la descrizione. E’ un mondo particolare, una scoperta per me
P.: Nulla è meglio di un buon libro che scegli tu, che puoi aprire ovunque, sottolineare, commentare. E ne puoi parlare con chi ha le tue attenzioni, fai partire discorsi nuovi che lo proseguono, completano
– (è il solito scassacazzi) Lo puoi fare anche sul blog e a più voci, hai solo il problema di quelli che intervengono a sproposito, ma si possono ignorare. E comunque per i discorsi difficili esistono blog difficili. Perchè non ne scrivi uno tu?
P.: Non ci penso neppure, lo sai che preferisco la realtà al virtuale e il contatto fisico…(ridacchia)
(quando le interurbane avevano un costo elevato, le telefonate si concludevano, evitavano di tirarla in lunga: era il costo, non la cortesia a dettare i tempi.Ci si poteva sfogare per lettera, ma era diverso e filtrato. Caspita, il blog è una immane lettera. Siamo tornati all’800 con l’high tech e il computer. é solo l’immediatezza della trasmissione a fare la differenza)
-… e in questi giorni i contatti fisici non ti sono mancati, vero? ( chissà che la smetta, so che in questo momento di solitudine e di rifiuto, non ha molta propensione all’abbordamento. Nè a farlo, nè a riceverlo) Hai fatto incontri?
P.: Ho letto molto sul bordo della piscina, cosa che tu non puoi fare col tuo blog
– ho pensato di scrivere un post, anzi un postore sulle mie conoscenze in Barbagia e sull’avvocato pastore, sindaco di Ollolai… e la napoletana arriva?
P.: invece di scrivere puttanate, vieni qua a raccontarmele…
La telefonata continua, immagino la sua faccia divertita, quando è uscito il ricordo dell’occupazione di elettrotecnica durante il ’69 e del nostro trasferimento a lettere in cerca di rinforzi. Siamo partiti pieni di forza convincente: avevamo bisogni di uomini e mezzi e siamo rimasti a lettere per i due giorni successivi ed avevo perfino, pensato di iscrivermi, perchè l’ambiente era politicamente stimolante. Abbiamo pezzi di vita comuni, con visioni diverse: giochiamo a memoria e mi fa pensare positivamente. Come al solito resteremo delle nostre idee, contaminandoci. Qualcosa cambierà, intanto nessuno vuol partecipare ad una cena a base di pecorino sardo artigianale?
Postato da: willyco a 02/08/2007 19:15 | link | commenti (3)
egoismo
Il pensare a sè è un prodotto dell’intelligenza e della volontà, l’egoismo è altra cosa e la santità un’altra ancora. Ritenersi importanti, conoscere il limite del dovere, permette di valutare ciò che ci viene chiesto e di dare coscientemente il massimo. Non ci sono bilanci da fare, è solo un problema di risorse disponibili. La terapia aiuta ad inquadrare il problema, poi subentra la consapevolezza. Infine la spontaneità dell’equilibrio. La mia vita è camminare su un ponte tibetano, instabile, insicuro e se finisco sotto chi mi ama piangerà.
Postato da: willyco a 02/08/2007 15:37 | link | commenti (2)
tarocche
Non parlo delle carte, ma delle giornate storte: quelle che incitano alle dimissioni dall’universo. La frana è cominciata ieri, serpeggiando tra extra ed intra lavoro. Rapporti personali a rischio, lavori con problemi grandi e inattesi. Il mix mi ha fatto uscire ed entrare in continuazione dal soggettivo all’oggettivo. Dai sentimenti alla materialità. come se gli uni e gli altri non si compenetrassero: acqua e argilla. Sarebbe più semplice se potessimo, davvero, separare i nostri umori e racchiuderli in sfere che al massimo rimbalzano quando si toccano. O forse vivere sarebbe più povero. Oggi la tempesta è continuata, aggiungendo nuovi crolli di fronte. Sono segni che vanno interpretati, accolti, destrutturati, magari continuando a sopravvivere. Adesso è ora di resistere, impedire che il caos sconfini e dilaghi nella vita. La risorsa che metto in campo, dopo la mia furia contrapposta, è il ragionamento, la pazienza, la calma, la ricerca della quiete interiore. Il tempo della gentilezza verrà dopo le decisioni. Le decisioni verranno quando ci sarà comprensione per riconoscere le soluzioni e accoglierle. C’è tempo.
Postato da: willyco a 01/08/2007 12:10 | link | commenti (1)
fino a nuovo ordine
ho caricato in ordine sparso parte di ciò che stava nel mio vecchio blog, non ci sono le foto e neppure le poesie. Magari qualcosa è destinato a sparire, ma tra la sequenza dei pensieri e delle sensazioni e questo guazzabuglio c’è un abisso. Metafora del vivere: tirare una linea e riordinare senza fretta il passato Postato da: willyco a 31/07/2007 00:47 | link | commenti (3)