consapevolezza

Sono diventato suscettibile, fragilità penso,
oppure vecchi conti mal regolati che non trovano mai risultato.
Sarò più silenzioso, non se ne accorgerà nessuno,
però le crepe s’ allargheranno diventando memorie e rughe.
È questo l’invecchiare, ossia il non ridere di sé,
o è il vedere che la luce negata ha davvero un senso,
e così le parole non sentite,
o peggio ciò che non viene fatto a tempo viene perduto
e lascia un suono che assomiglia al mare
perché come questo muove piccole cose
prima d’affondare bastimenti.

5 pensieri su “consapevolezza

  1. Non credo che non se ne accorgerà nessuno, forse nessuno te lo farà pesare, ma questa è una cosa diversa.
    Per la vecchiaia non credo che si diventi più suscettibili, è solo che si sopporta meno, diciamo che si diventa meno diplomatici 😉

  2. Credo si abbia meno da perdere in cose che non servono. Che si vorrebbe avere a disposizione un capirsi profondo. Almeno con chi conta. Comunque hai ragione Silvia

  3. …e quella sensazione (a volte confermata) di non essere capiti che accompagna i silenzi.
    Si arriva all’inutilità della parola anche di quella che s’è fatta azione.

    Nessuna voglia di spiegarsi meglio, comunque. Anche perchè non si vuole convincere niente e nessuno.

    Un caro saluto
    .marta

  4. È proprio così Marta, convincere presuppone un evolvere ed è fatica, questo appare inutile come il dire senza essere ascoltati.

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