oroscopo

oroscopo

Dell’oroscopo mi piaceva la maga,
Gli occhi allungati dal bistro, la bocca piena,
le guance arrotondate
dal caffè con maritozzo al mattino.
Mi piaceva guardare come disponeva le carte,
come indovinava il presente,
poi allargava, con palme rovesciate all’esterno, il futuro,
e sembrava aprisse un sipario.
Aveva una scollatura discreta,
la pelle ambrata dal sole,
mi spiegava di case e pianeti,
pensavo al mutuo che pagava l’universo,
Sorrideva poco,
ed era un regalo,
capivo il giusto, tenevo quello che serviva,
speravo mi evitasse cose difficili,
ma quasi mai ci riusciva.
Poi se n’è andata con un napoletano,
che pure la trattava male,
e il mio futuro è tornato dov’era sempre stato,
da me, in fondo a destra,
dove negli alberghi mettono il bagno di servizio.
O lo spogliatoio.
E questo m’ ha colpito assai,
perché solo togliendo, si vede la bellezza,
e spogliandosi di ciò che piace ad altri
ma non a noi,
si fa strada il futuro
che come nelle carte al più c’assomiglia.

 

 

 

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