Salmo della saudade, ovvero questa casa non è un albergo

Salmo della saudade, ovvero questa casa non è un albergo

come posso tornare?

lascia sia convinto che questo luogo è un porto,

lasciami scegliere il dove e il quando,

senti la libertà dolce che porta con sé il lasciare.

Spingi al largo la mia scontentezza,

se davvero tieni a me,

e prega il mare per la mia assenza,

fa ch’io ti trovi in ogni nuovo approdo,

accoglimi perché possa essere

prima d’ogni nuovo andare.

Alle cose racconta che il tempo è stato nostro amico,

lascia sia la nostalgia a separare ciò che non è mai servito

e mentre pensi a dove mettere la vita

tieni con te la mia presenza che mai se n’è andata.

6 pensieri su “Salmo della saudade, ovvero questa casa non è un albergo

  1. Mi aveva imbarazzato, per la sua bellezza ed il significato il tuo superbo commento sulla saudade, per questo non avevo risposto, e me ne duoleva..
    Ma oggi sono tornata, incantata dai tuoi versi che sento particolarmente, è mi risuona ancora “tieni con te la mia presenza che mai se n’è andata”.
    Grazie

  2. Buon di di festa, quello che rimane 🙂 almeno. Il sole spunta e si nasconde, le nubi spadroneggiano ma alla fine sarà la luce a vincere. Vi ringrazio per i commenti, sono non poco imbarazzato e mi sento coccolato. I miei insegnanti ripetevano a mia madre che avrei potuto fare qualcosa di utile ma non era scontato. Credo avessero ragione, a me piace l’inutile. 🙂

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