sex in summertime

L’estate, la stagione del pensiero breve, a volte frenetico, ma anche assente. Segmentato, a pozze, orientato sul sentire. Il caldo esterno associa il calore del corpo, la vacanza estrania dall’abitudine, se c’è un tempo asincrono con questa società fatta di lavoro, regole ed età, questo è il tempo d’estate. Perché l’estate è così simile ed associabile alla giovinezza? Perché si porta ricordi intensi, spesso forti, e al tempo stesso brevi? L’estate è la stagione del sentire epidermico, intuitivo, che non significa leggero, ma portato su quella sfera nervosa fatta di terminali che assicurano l’interfaccia con il mondo. I vestiti leggeri e ancor meglio la nudità, portano alla luce un sentire che, in altre stagioni, è difficile mantenere con continuità. L’uomo si adatta, interpreta, trova equilibri nuovi, poi fa quello che crede.

Mi torna a mente, il Pavese della Bella estate. Lettura di formazione, negli anni in cui iniziava il superamento dell’estate come tempo legato ad altri, e seguire le tracce della sensualità nell’estate, vedendone le corrispondenze con il sentire, era una lezione nuova. C’è sesso e sensualità in ogni stagione, ma la musica, la letteratura, l’arte sono specchio dell’uomo e ci seguono nell’interpretazione di noi nel tempo. Di poco posteriore, ma coevo, nelle stesse estati ben presente, per restare ogni estate, più che un collage di citazioni, provo a rintracciare la sensualità in Summertime. Lasciando le interpretazioni più tradizionali, trovo/sento/provo le tracce di cui parlo, fatte di gioia, meditazione, sofferenza, piacere, desiderio.

Summertime, diventa così emblematico di mille altre associazioni, bacheca estiva in cui incollare la foto nostra, le scelte e preferenze, il desiderio, la stanchezza, il mutare. Summertime, per me, capsula di significato, punte di dita prensili, sfera che rotola sulla sabbia, perfetta colonna da riempire di parole e soprattutto silenzi.

p.s. Ci sono quantità enormi di combinazioni a disposizione, summertime è un esempio e le scelte sono naturalmente personali, progressive, differenti per ciò che dicono. Altri sentiranno altro, e non ci sarà un senso particolare che non sia personale.

8 pensieri su “sex in summertime

  1. RARE
    sono state le volte che mi sono commossa sentendo il brivido del sex in summertime.Sicuramente in Miles Davis tagliente quanto dolce e lacerante insieme,ma Cotrane mi prendeva sino alle viscere nei suoi suoni viveva una energia che sfiorava le più misteriose sacre dimore dell’eros.Altri anche per fama consolidata ?…Forse rasenti la perfezione dal punto di vista tecnico ma tutto finiva lì.Ciao.Ho apprezzato questi confronti. e li ascoltavo mentre mi accingevo a gustarmi il caffè,la natura che oggi è avvolta da bruma,lasciando liberi i pensieri…che uccelli pigri,mio Dio! Bianca 2007

  2. rifuggo un po’ da questa immagine vanziniana dell’estate..
    buona giornata, Willy, aspettando trichet, che non farà estate, non farà sesso, non sarà sexy, ma che sta tentando di salvarci il culo, che non è male come prospettiva estiva 🙂

  3. Ottima la scelta musicale, in sintonia anche con il mio sentire. Dei tre, Miles Davis rimane al primo posto tra i miei preferiti. Sonorità, che arrivano come vibrazioni diritte al cervello, stimolano il rilascio dopamina…
    in quantità sufficiente per rimanere in tema 🙂

  4. Senza alcun dubbio, Keith Jarrett!
    Oltre che bravissimo è … molto simpatico! 🙂

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