Non sono con Fassino e neppure con gli altri del titolo e non perché finiscono in ino i cognomi, perché posso aggiugere D’Alema, Veltroni, Fioroni, ecc.ecc.
Il lavoro è cambiato in Italia e nel mondo, esistono privilegi non più sostenibili, i diritti devono diventare eguali, il lavoro, ovvero averlo, è la priorità. Ma questi sono presupposti per una posizione politica che indichi una proposta, un futuro per cui lottare, non sono la proposta politica. Non è riformista lasciar smantellare pezzi di stato sociale, modificare surretiziamente la costituzione ed il codice del lavoro, far sì che si abroghino soggetti sociali, contratti e contrattazione, far vivere peggio le persone, cedere al ricatto del o così o così. Un qualsiasi partito di destra liberale, fa meglio dei riformisti questo lavoro, anzi, siccome risponde ad una ideologia, tenderà a farne emergere gli apetti sociali. Marchionne non ha una linea politica, non è il suo mestiere, ha una gestione d’azienda che si confronta con un mercato, ma esistono spazi di compatibilità, richieste, contrattazione e soprattutto un quadro comune di diritti e di doveri. Produrre in Italia è più costoso? Bene, questo è un problema, perché accade ? Quanto c’entrano i lavoratori di Fiat che percepiscono paghe inferiori a quelle dei loro colleghi tedeschi e francesi. La Bmw, il gruppo Wolkswagen, sono aziende che producono in Germania, come Citroen e Peugeut e Marchionne non è il modello del lavoro, dell’economia in Italia, è una componente di un sistema senza il quale non produrrebbe, non avrebbe mercato. Esiste una responsabilità sociale delle imprese che non può astrarre dal contesto in cui si collocano. E non siamo ancora alla definizione di un modello economico, siamo ai presupposti. Pur rifiutando l’economia di stato, è tragico che un partito riformista e di sinistra come il Pd non dica qual’è il SUO modello di economia, la sua via per produrre ed assicurare diritti eguali, che non metta in campo una visione globale del futuro del lavoro. Se non lo fa un partito che porta nel suo dna la costruzione di una società giusta, chi potrà farlo? Il mercato dialoga con la politica e con l’economia, ma non è né l’una né l’altra. Accettare il contingente, la linea della compatibilità che in realtà significa il ricatto del sennò me ne vado, non dice nulla su chi è il Pd, non ne giustifica l’esistenza. Qual’era l’idea del lavoro di Fassino e degli altri prima che Marchionne ponesse il problema? E se c’era, perché adesso non è più valida? Per mesi non abbiamo avuto un ministro dell’industria che portasse innanzi una politica del governo, non c’è un’idea della crescita se non attraverso le imprese che da sole dovrebbero assicurare che il paese abbia lavoro e benessere, in compenso abbiamo avuto Sacconi che ha favorito la divisione sindacale. Metto anche me: dove eravamo? E’ solo un problema della Fiom che non capisce dove va il mondo oppure c’è l’incapacità di prendere posizione perché la presenza dei lavoratori di Fim e Uilm nel Pd, spaccherebbe il partito? E cosa pensano del futuro del lavoro i lavoratori di Fim e Uilm? Non i dirigenti, i lavoratori. Questo partito si svuota nel non dibattere e nel non decidere, non dire adesso equivale a non esserci. Fassino esprime un’opinione, Chiamparino, Ichino, pure, ma è necessario aprire un dibattito in Direzione nazionale, nei Circoli, nel Paese, discutere di cosa è il lavoro attuale e futuro, qual’è la società che vogliamo. Non quella astratta delle mozioni congressuali, ma quella concreta che si può fare facendo fatica, mobilitando le persone, convincendole che una società diversa, più giusta e più vivibile, è possibile.
Per questo non sono d’accordo con Fassino e con quanti esprimono e decidono una società che non è la mia, sulla quale non ho discusso e che voglio discutere. Non voglio avere un’unica possibilità ovvero quella di andarmene. Spero che altri la pensino a questo modo e che lo dicano. Questa è la diversità di una parte politica.
http://www.unita.it/italia/cari-amici-di-pomigliano-1.263409
spero che ti leggano in tanti, willy!
e…buon anno.
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Buon anno a te Arya, di cuore. Non credo si leggano questi post, non qui almeno, ma non dire ciò che penso non mi riesce.
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nemmeno io.
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