Liberaci dal consueto,
lasciaci quello che basta per poggiare i piedi,
liquefa i pensieri circolari
mentre soffreghiamo gli occhi.
Lasciaci una linea da percorrere
ubriachi,
non toglierci la patente
anche se ci guidiamo malamente, e
valuta lo sforzo che facciamo
nel rendere nuovi i giorni.
Nelle abitudini donaci la forza
di rivoltarle e vedere i vermi del passato,
lasciaci i sensi giusti per la bellezza
e nei colori
non confonderci con rimasugli
di bottega.
Donaci tempo
per arrivare tardi agli appuntamenti,
coraggio per capire che non è mai finita,
forza per stringere la barra,
quando la nave sembra persa.
Ci serve una connessione a larga banda,
tra pelle e cervello,
vedi ciò che puoi fare.
Siamo stati zitti e abbiamo parlato
nei momenti sbagliati,
ce ne siamo andati
quando era utile restare
e abbiamo atteso, di notte, autobus soppressi
per poi camminare pieni di paure.
Che colpa è mai questa?
La testa era altrove,
per questo siamo a credito
e tu, vita,
sarai onesta con noi
a tuo modo, come pensi.
Di un favore ti chiediamo grazia:
lasciaci la sconsideratezza
che ci permette di sentirti amica.
cosi sia.
(i vermi del passato anche no : fanno schifo i vermi, del passato pooooiii)
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sono i miei auguri Minnie e me li porto dietro come un cane distratto e festoso
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come le zecche :))
che ognuno ha le sue e se le porta sorridendo a spasso…
(essendo io molto precisina, ribadisco che i vermi del passato mi fanno schifo..ma sono tuoi mica miei ehhhh…e non si mescolano come i pidocchi :))
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i vermi non sono il passato ma quello che ci sta sotto, basta non aver paura e alzare il sasso, è quello che è importante. oppure lo si lascia dove sta e va bene lo stesso. 🙂
sulle zecche dissento, chi è stato morso da una zecca sa che non si portano a spasso volentieri, i cani forse.
Per la precisione eh eh 🙂
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sotto le pietre del passato ci sono brandelli della nostra pelle, che abbiamo lasciato come quando ti bruci.
ne abbiamo una nuova, un pochino più sottile, da trattare con più attenzione.
se guardi bene il sasso vedi che è anche macchiato di sangue, quello che si è versato come le madonne che piangono sangue.
i sassi rivoltati sono lì, esposti. come quadri in una pinacoteca : chi vuole sapere di te li va a vedere , gl’altri passano.
ma chi passa e non guarda, e non capisce, non è importante : è un’ombra.
maròòò che schifo i vermi :))))
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E’ la tua preghiera laica, vero?
La sento molto mia, Willy. Spero non ti dispiaccia.
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Certo che non mi dispiace Tibì, questo è un discorso tra noi iniziato tempo fa, proseguirà. Spero 🙂
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