La ragazza del bar mi guarda stupita per la sequenza caffè amaro, attesa, cappuccino. Che ne sa del mio rapporto con il caffè, lei si limita a farli, i caffè. Al terzo caffè saranno le 11 e la giornata sarà ancora nuova, così giorno su giorno, con le differenze d’umore e qualche stupore di novità. Il caffè è il legante dei pensieri rivolti a sè. Solo a lui può essere affidata la giornata che inizia, con l’olfatto principe dei sensi, a far da guida. Ho l’abitudine antica di guardar fuori e dentro assieme e di annusare il caffè, dedicandogli una lentezza che poi sparirà. Poco conta la sequenza d’atti già in memoria: è il primo regalo del mattino, riavrà l’attenzione che mi dona.
se ad ognuno tornasse
in saccoccia
almeno un quarto
delle attenzioni che dona
saremmo già più radipi delle nuvole
più leggeri
più sensati.
Saremmo di certo più umani.
(buongiorno e il caffè è una delle invenzioni migliori con la Nutella e l’aspirapolvere:-))
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per me è un momento magico quella lentezza che si respira quando si annusa il caffé prima di metterlo nel filtro della moka. mi riconcilia col mondo.
non so ma preferisco farmi il caffè, tutta quella strana litania lenta e di attesa mi dà il ritmo giusto.
ciao willy pensieri di farfalle e mussola leggera al vento per te.
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