teti

Nomi antichi come le abitudini e i modi di chi li porta. In queste persone c’è la cortesia sottile del rispetto conscio d’essere. Efisio, Franca, Costantino, Maria, Pietro, Tore: nomi che accompagnano cognomi solidi, pezzi di storia. Anche se le famiglie sciamano nel mondo, si conservano radici, come le viti di questa terra: profonde e penetranti nella roccia. Anche gli alberi hanno identità precise e condivise, vengono scelti per restare nelle case: ho visto travi contorte, solide come acciaio e vecchie di secoli, messe a reggere passi e persone di cui non c’è memoria. Nel grande caminio dell’agriturismo dove dormo, c’è fuoco sin dal mattino, odore di legna e saluti semplici, diretti. I consigli sul percorso sono pochi, c’è abitudine all’autosufficienza e alla discrezione. Cammino nella pioggia, che rende questi colli simili alla Scozia, pascolo brado, cavalli che corrono liberi da cavalieri, molto verde. Anche a casa di Maria, la madre del mio ospite, c’è il camino acceso e un dolce appena fatto. E’ il dolce per sant’Antonio, un mix calorico di pasta, miele, frutta secca da gustare piano. Il tempo c’è e si parla poco. In questa parte del paese, d’estate, venivano i ragazzi Berlinguer, in una casa dei Siglienti. Hanno continuato a venire anche da grandi. Capisco, perchè mi piace la barbagia, la sua natura antica e scabra, i silenzi degli abitanti e dei luoghi. Le emozioni lunghe, che diventano sensazioni, esperienza. Bisogna avere tempo, per camminare e per ascoltare, rendendole attività sincrone. I sensi sono mobilitati, la testa verrà saturata con lentezza e l’emozione resterà. La meraviglia la riservo al mare, alla costa difficile dove si mescolano nidi di uccelli e rifugi di pastori. Un gregge scende verso l’acqua, ogni pecora ha un suono diverso, accordato e il pastore conosce le pecore una ad una. Come duemila anni fa: il tempo a volte guasta la conoscenza. 

4 risposte a "teti"

  1. che meraviglia… pensavo proprio a questo tipo di racconto quando ti chiedevo di condividere un pò con noi questa tua nuova permanenza.
    la descrizione così delicata di un’esperienza che coinvolge chi scrive e lo emoziona così tanto, non può che emozionare anche chi legge le sue parole… nei tempi lunghi e sinceri, nella semplicità di vivere a contatto con una natura antica e saggia… io la immagino tutta…
    grazie per averci regalato questo piccolo grande pezzo di barbagia e ancora buona permanenza.

    (a proposito di lentezza, se ti può interessare, ho trascritto un brano di franco cassano che mi è piaciuto molto, questo è il link: http://pigralentezza.wordpress.com/lentamente/)

  2. “iL TEMPO
    guasta la conoscenza” si,ma solo se il cuore si è indurito e non sa stupirsi davanti a un alba o a un tramonto, a un volo di uccello o a un uomo che tende la mano per offrirtela!
    Sto anch’io camminando tra la pioggia e dentro a un antico TEMPO. E tutto parla di cose che,pur trasformandosi restano, quale orma di luce su cui soffermarsi.Poco. Un semplice batter di ciglia.Attimo”consapevole” e bastante che, si impone a te con la forza della visione intuitiva.Senza perdere tempo per ciance o idiote baruffe.Scintilla di fuoco felice di spegnersi in volo! Banca2007

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