vi piace Brahms?

Quando mi chiedono perchè mi piace Carlos Kleiber, racconto di emozioni, pensieri, di musiche e storie.

Ma è meglio vedere: questa è la quarta sinfonia di Brahms, primo movimento, prima parte.

Lui è Carlos Kleiber e fa quello che ci si aspetta da un signore della musica: è parte della musica, dirige con eleganza e leggerezza e il suono sgorga pulito, pieno, essenziale. Come il gesto.

E si vede ciò che si sente e si pensa.

Il suo genio si aggirava per l’Europa ed era schivo, come solo i grandi sanno essere.

E’ ora

Tu conosci ormai l’importanza che attribuisco alle parole, nel senso antico dove il vaniloquio definisce l’uomo. Adesso è ora di andare e di pensare a ciò che vogliamo e a ciò che ci attende. Per storia ed età potrei sorridere e guardare il circo delle pulci, ma non è così, perchè non mi potrò impedire di pensare, non potrò attribuire ad altri la mia scelta e non mi potrò lamentare. Dire che mi sono sbagliato, questo sì, ed avere la considerazione di me che mi attribuisco. Voto PD e all’interno di questo partito lotterò, come ho fatto a suo tempo per procrastinarne la sua nascita, cosciente delle mie valutazioni sbagliate, ma anche dell’intangibilità dei principi su cui una vita si regge e che mi rendono diverso assieme ad altri. Non facciamo politica per essere storpi, non viviamo in una società per essere scontenti senza speranza. Voglio un campo da gioco, una palla e un arbitro autorevole e giusto,poi darò il meglio, ma giocherò. Da altre parti non ho nè campo nè regole: è per questo che non mi turo il naso per votare, ma scelgo. Scelgo ciò che voglio fare.

terre brune

Tuvaoes è un vermentino di Cherchi, da indagare nel retrogusto come un partito politico e ieri sera volteggiava tra l’antico calendario pisano, gli antipapi toscani e le feste in cui l’arcaico resta tale, anche quando s’ammanta di religioso. Bevo tra gli sguardi interrogativi verso lo straniero. Lo straniero sono io, per lingua, pensiero, esperienza. Pur tra amici e con curiosità sommessa, non basta la mia propensione verso una terra e i suoi abitanti. Il dna culturale è una cosa seria, più di quello biologico, differenzia e valorizza se non si ha paura. Le parole hanno esperienze diverse. Il continente: vengo dal continente, ma la discontinuità territoriale non mi pesa dentro, ho solo problemi con gli aerei. Le difficoltà di lavoro, mi fanno pensare alla produzione e alla cina, ma qui manca la produzione e la cina non c’è. L’immigrazione e i balordi locali. Nella mia città gli immigrati sono il 15%, c’è xenofobia, ma gli affidiamo i nostri vecchi e la produzione senza di loro si fermerebbe. Solo i balordi si assomigliano con la stupidità del far male per dimostrare che esistono. Le parole non mi servono più, per fortuna si disquisisce di maialini e cinghiali ed ascolto a bocca aperta. Arriva l’arrosto accompagnato dal Terre Brune. Questo vino lo conosco dal ’94 e ogni volta mi sorprende nel suo imporsi. Era stato preceduto da un Nepente della cantina di Oliena, che ha punteggiato ed asperso,  prosciutto, cagliata e formaggio fuso e poi i colungiones. Si era difeso bene il Nepente, senza timore, giocando serio come nella s’trumpa. Ma la cena e i ragionamenti vanno in crescendo. Per questo urge il Terre Brune: un vino che impone silenzio momentaneo, per raccogliere pensieri e gusti.

Il libeccio continua a martellare. Ascolto, ascolto e basta.

gianna

Cameron Diaz “in love” con Gerard Butler, è una notizia che non so come assimilare.

Questi simboli si innamorano, hanno le farfalle in pancia, la testa che non riesce a pensare ad altro, proprio come noi. Sono umani con i body gard, con i trainer, con tutte quelle persone che si nominano in inglese e non sono la mia badante moldava. Li ho sempre visti nudi oppure in abito da sera: pensavo vivessero così, senza l’equivalente della vecchia tuta che mi accompagna e porta verso l’autoironia.

Questi fall in love scombinano.

Caspita! Credevo scopassero solamente ed invece hanno tutti i 73 tasti del pianoforte dei sentimenti: sconvolgente. Già con la Bruni ero in crisi e timidamente avevo chiesto al mio meccanico di togliere il poster della signora che è innamorata e capa di stato, ma adesso chi lo dice ai camionisti e alle auto officine che devono togliere le foto nude di Cameron, perchè Butler si incazza?

Gianna e Agnese mi piacevano di più e magari si è capito.

 

la folia

Qualcosa ha colpito questo paese e tutti noi e si è creata una crepa da cui è fuggito a poco a poco il buon senso, il rigore della speranza, la capacità di trasformare il ridicolo in riprovazione. La vicenda Alitalia, la spazzatura in Campania, Berlusconi che parla e smentisce, la falsificazione sistematica dell’evidenza e molto d’altro, danno la sensazione dell’inaffidabilità tipica della folia. Pensate a Giuliano Ferrara che ha perseguito in tv lo scontro verbale, al pari di tanti politici eccitati da presentatori boxeur e che ora si lamenta della contestazione ricevuta. Pensate agli artefici di questo clima, creato ad arte per seppellire la verità e la discussione sotto le urla e la prepotenza e chiedetevi se vi va bene.

Oggi per me è importante avere la possibilità non solo di criticare, ma di verificare la mia critica e farla diventare prassi. Bene, Berlusconi questa possibilità non me la darà mai e se molti di quelli che pensano singolarmente lo capiscono, il voto andrà verso uno spazio dove non è più la frammentazione partitica a fare la differenza, ma le idee e il futuro che ci aspetta.

In sintesi voto per avere un campo di gioco, delle regole, e una palla, poi la valentia si misurerà nel gioco.

E’ possibile non ripiombare nel centro destra, è possibile uscire piano dalla folia che ci ha preso, è possibile riportare il lavoro e la persona al centro della società, è possibile…

Io credo di sì.

arriva

L’erba cipollina, impavida, è cresciuta e il rosmarino ha i primi fiori, anche l’erba luigia sta partendo con nuovi rami:nella vasca delle odorose c’è un grande lavorio di primavera. Curare adesso le piante prepara una gioia lunga che durerà fino a novembre. L’ultima rosa era fresca a natale.

Mi chiedo perchè in cambio di così poche attenzioni venga restituita tanta bellezza ai sensi.

inchiostro grigio

Ciò che scrivo, lentamente si asciugherà, dai legami d’acqua, dal pigmento colorato, dal riflesso d’un pensiero.

Resterà sempre meno: mormorio di parole cullate, inseguendo risonanze.

Un battere di mani e una spruzzata di mia essenza: a disperdere e poi più nulla.

sodale

Mi hai accompagnato, silente, ascoltando.

Ti sei fatto sentire attraverso una stretta di mano, una carezza.

Non ho dovuto preoccuparmi di tacerti qualcosa: sapevi tutto.

Anche adesso che non capisco, mi dai speranza.

Ti porto con me senza timore e non tradisci.

Sei saggio come la vita e abbiamo sbagliato, condividendo

Vorrei ringraziarti, tenerti in adeguato conto, ma mi ricordi che tra noi, non si può confondere il ruolo.

senectude

Lo dico con ironia: non è facile invecchiare di questi tempi. Troppo scarto tra ciò che abbiamo sognato e ciò che ci troviamo tra le mani: c’è un lavoro non finito, bisogna rimboccarsi le maniche, ragazzi.

E poi questa giovinezza, che non vuole finire, ci accompagna verso imprese, un tempo riservate ad altre età. Sentimenti, amori, lavoro, competizione, nulla è quieto e la velocità è quella della giostra e non quella dell’età.

Tutto viene alimentato e retto da ciò che è stato: esperienze, letture, incontri, film, marce, lotte, spettacoli, conoscenze importanti. Quello che non ha ucciso ha fortificato e ora il bel circo avanza trionfante.

Un tempo allo spartiacque dei 55 si pensava alla saggezza, ma qui di saggio non c’è nulla, a cominciare dalla pervicacia con cui si affrontano competizioni incuranti dell’età. Quelli che abbandonano, semplicemente scompaiono, inghiottiti dal passato che fuggiamo.

Basta non essere metalmeccanici e tutto è possibile.

Bella corsa per guidatori con la giusta dose di coraggio e profetica la grande, mai vecchia, Bette Davis, «invecchiare non è roba per codardi».