Lo dico con ironia: non è facile invecchiare di questi tempi. Troppo scarto tra ciò che abbiamo sognato e ciò che ci troviamo tra le mani: c’è un lavoro non finito, bisogna rimboccarsi le maniche, ragazzi.
E poi questa giovinezza, che non vuole finire, ci accompagna verso imprese, un tempo riservate ad altre età. Sentimenti, amori, lavoro, competizione, nulla è quieto e la velocità è quella della giostra e non quella dell’età.
Tutto viene alimentato e retto da ciò che è stato: esperienze, letture, incontri, film, marce, lotte, spettacoli, conoscenze importanti. Quello che non ha ucciso ha fortificato e ora il bel circo avanza trionfante.
Un tempo allo spartiacque dei 55 si pensava alla saggezza, ma qui di saggio non c’è nulla, a cominciare dalla pervicacia con cui si affrontano competizioni incuranti dell’età. Quelli che abbandonano, semplicemente scompaiono, inghiottiti dal passato che fuggiamo.
Basta non essere metalmeccanici e tutto è possibile.
Bella corsa per guidatori con la giusta dose di coraggio e profetica la grande, mai vecchia, Bette Davis, «invecchiare non è roba per codardi».