7 luglio 1960

7 luglio 1960. A  Reggio Emilia, ad una manifestazione di protesta per i feriti ed i morti dei giorni precedenti, di Roma e Licata, la polizia spara ripetutamente; vengono uccise 5 persone. Di questi morti di Reggio Emilia resterà traccia nella storia dell’Italia seguente. Il ricordo percorrerà ogni manifestazione di sinistra, ogni festa dell’Unità e manifestazione sindacale, si dirà che quelle morti sconfissero non solo il governo  DC-MSI di Tambroni, ma anche l’involuzione a destra dell’ Italia. La canzone di Fausto Amodei è stata tra le poche canzoni di sinistra, davvero di massa, sia per la musica, ma soprattutto per la sensazione di Resistenza rinnovata che trasmetteva a chi la sentiva o cantava. I giovani, che poi fecero il ’68, la tennero mentre buttavano il PCI. Era l’idea che giovani operai, ex partigiani, studenti erano morti in una piazza di una delle città rosse dell’Emilia, per difendere un principio, un valore di tutti. Era l’idea che dalla morte di chi si opponeva potesse nascere il cambiamento di una società ineguale che si avviava ad essere ancora più ineguale. La piazza, i giovani, la protesta, l’ideologia, le divisioni nette, l’identità: da un lato la destra, dall’altro la sinistra. Con due idee diverse di Paese, con due volontà che si misuravano. C’era una voglia, una passione, un sentirsi molti che era forza possente, ragione ragionante, come se le mani che conoscevano il lavoro duro della fabbrica, dei campi, la precarietà del presente, la povertà dei salari contenessero la carezza del futuro. Lo penso ora, quando il grosso del paese è divenuto corpo molle, fuga nel personale, conto di convenienza. E’ stanchezza, scomparsa delle ideologie, assenza di spirito critico, benessere diffuso? Può essere, assieme ad altro, primo fra tutti l’errore del non sostenere la diversità in politica, l’ identificazione tra azione, programma e uomini. Però quella stagione non è solo storia, è un format che si ripeterà, dove altri, in altro modo, possono scrivere. Non è finito il bisogno, l’ineguaglianza, l’ingiustizia, l’attacco alla libertà. Qualcun altro interpreterà la lettura del presente, offrirà soluzioni, infiammerà le teste e i cuori.