Invidio la leggerezza

Invidio la leggerezza

Invidio la leggerezza dei tanti che non pagano l’autobus come fossero abbonati,
ma anche quella degli autisti dell’atac che non ti rispondono se chiedi con cortesia un’informazione.
Invidio la leggerezza di quelli che usano l’auto come se non ci fossero segnali
e quella dei vigili che si distraggono a parlare tra di loro per non vederli,
Invidio la leggerezza di chi ti passa davanti nelle code
e se protesti ti rispondono che non ti hanno visto,
e restano dove sono perché sei anche un maleducato ad alzare la voce.
Invidio la leggerezza di chi si innamora di ogni persona e poi gli passa presto,
e quando se ne vanno dicono che soffrono tanto.
Invidio la leggerezza degli ingiusti, dei senza vergogna, dei cambia casacca
perché ti spiegano che così va il mondo.
Invidio la leggerezza di chi promette e non mantiene, di chi ci prova in continuazione,
dei maleducati, dei supponenti, degli arroganti,
di chi mente e di chi se la prende con i più deboli.
Invidio la leggerezza di chi dice di essere un imprenditore e non paga il giusto agli operai, di chi turlupina, froda e si appropria dei beni di tutti. Invidio la loro leggerezza perché non dormirei la notte, mi vergognerei ad ogni sguardo, non riuscirei a trovare pace e un momento di felicità, quindi ad essere onesti e gentili, nel dire ciò che si pensa non c’è merito ma solo pesantezza.

10 pensieri su “Invidio la leggerezza

  1. Non credo sia leggerezza la loro : la leggerezza è uno stato che si raggiunge con molta fatica. Una specie di distacco che non vuol dire però disinteresse . Quasi uno stato ascetico. Le persone di cui hai parlato sono invece quelli che si lasciano vivere, che non pensano, che si muovono solo per il loro egoistico interesse, gli abrutiti . Sono una grande parte dell’umanità. Penso che non siano ne’ tristi ne’ felici. Sono corpi che pensano di sapere ma non sanno nulla.

  2. Più che leggerezza è inconsapevolezza. C’è gente che vive l’esistenza intera senza farsi domande e non perchè non sia successo nulla che provochi in loro una riflessione. E’ che non ci arrivano proprio. E’ che sono poco più di bestie.

  3. Naturalmente usare la parola leggerezza per ciò che è solo sopraffazione, incuria, violenza è una provocazione, ma è anche un invito a riflettere sul perché non esistano più regole che non siano leggi, perché la riprovazione sociale non funzioni più. Questi comportamenti passano sotto silenzio, sono i nuovi furbi, i dominatori di una scena fatta di rapporti incuranti dell’altro e deviati. La leggerezza è una condizione dello spirito che viene dall’essere nelle cose, nel rispetto proprio, nella delicatezza verso sé egli altri. Quando invece la parola si è pervertita è diventata tolleranza verso ogni errore palese, maleducazione, noncuranza. Non invidio nulla e mi chiedo perché igentili, i leggeri per davvero non si ribellino verso chi incupisce e rende ingiusto il mondo.

  4. Sì … caro Will, Tu ( ed anche io ) invidi la leggerezza di chi mente, o esprime tracotanza, o vive come se tutto gli/le fosse permesso, o di chi fà politica bassa utile solo alle proprie tasche …. ma continui, come me, ad essere te stesso, lasciando una cotale “leggerezza” agli altri !
    Se siamo onesti, non siamo eroi in un mondo di ladri, ma siamo persone normali !
    E se, non ostante tutto ( e malgrado il di maio demente e il salvini xenofobo che ora ci governano tramite la marionetta conte ), continuiamo ad avere i nostri Ideali senza la pretesa di mutarli in moneta sonante …. è perchè noi non rinunciamo ad essi !
    E se, come Enrico Berlinguer e/o Aldo Moro, mettiamo a rischio la nostra stessa vita, è perchè mai ci lasceremmo andare alla perdita della Memoria Sacra, quella dei tantissimi Italiani che, per render la Patria migliore e più equa per tutti, persero la vita al fronte, negandosi alla viltà e alla sordida resa !

  5. Eppure, vista la miserabilità di chi ci governa, NON possiamo, nè dobbiamo, adagiarci sul già conquistato : è bene che NESSUN DORMA !
    😀
    °°°

  6. Non penso che sia leggerezza, sono molto consapevoli di quello che fanno e si credono molto furbi per questo. Non sono nemmeno d’accordo che chi non è così abbia “pesantezza”, al contrario c’è la soddisfazione di fare la cosa giusta e di potersi guardare a testa alta nello specchio ogni mattina!

  7. la vita non è gioco, ma se lo è lévati!. la sensibilità individuale indirizza le scelte istintuali, quelle più importanti si approssimano al futuro, salvi i riscontri che un domani possono portare. Il giusto? Il vero? Nel sorriso o nella suola delle scarpe o altro, alla possibile capacità

  8. Amarsi ed accettarsi totalmente non esime e non risparmia. l’accettazione e la necessità, forse, uniche fanno la differenza umana

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