Ciò che non ho mai detto è il sassolino,
deposto nelle tue mani,
quello che ora morbido ruota tra gl’ingranaggi della vita.
Ingranaggi, senti come sferraglia la parola ?
Sembra una vita di ferro rumoroso la mia,
invece è un sussurro che mi scuote appena,
e cerco le tue mani, che sembrano le mie,
mentre lui gira, nella bellezza delle ruote.
Ruote, vedi le spirali di tempo già percorso?
E’ memoria, mentre loro s’accarezzano con i denti,
come nei baci,
e scivolando, dicono di te,
del tuo muoverle discreta
che ridendo mostri dita chiuse piano su di un cuore,
è qui o qui?
Che potrà mai fare quel piccolo ciottolo di vita,
concrezione d’anima,
lampo di solidificato amore,
se non fermare,
ciò che scorre ora per suo conto,
e ruota in flessuosa morbidezza?
“Mi fido di te” era la sveglia di uno dei miei figli all’ultimo anno di liceo. All’inizio m’irritava un pò e sbuffavo ,perchè essere svegliata alle 4.30 o giù di lì,incideva sui miei ritmi. In seguito lo sbuffo si tramutò in piacere, quando compresi le sue motivazioni. Cosa che mi riempì anche d’orgoglio. La sua maturità si concluse con 30 e lode. Mirka
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“Mi fido di te”.
Bello e liberatorio.
E’ un sentire che parte dalla pancia e arriva fino al cuore.
Buona domenica Willy
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