Le spinte, i pilastri con le volute d’arenaria rossa scolpita, il sesto acuto degli archi, l’organo.
A chi piace il suono e la musica dell’organo, adesso? Eppure nell’organo barocco, c’è una fatica fisica ed un senso dell’assieme che solo il pop ed il rock possono capire. Senso di dominio delle menti e degli spazi, dialogo con i volumi. Si diffonde a ondate nella navata. Pedale, ripieno, tre tastiere che si incrociano, cambiano registri. Femmineo a tratti, merletto, maschio, furibondo, cosciente, si quieta, riparte. Il senso tattile del suono. Chiudo gli occhi, ascolto.
Fuori c’è mercato. Markt platz, fiori, frutta, miele, artigianato di legno e paglia, tisane, chioschi di wüstel e salsicce. Vista la quantità di bratwürst, senape, molta e colante, maionese, polpette e birra che si spaccia, che ci faranno con tutte queste tisane? Birra fresca, non pastorizzata, piena di fermenti, si combina con il profumo dell’aria, scende a grossi sorsi, fa scordare che è prima mattina.
Icona della Germania, il chiosco dei wûstel, gusto rude, nessun rispetto per la logica del nutrirsi, solo gusto, piacere che schizza dalle papille al cervello. Ipotalamo in festa, poi di quel che scende, che sarà, sarà. Non è così forse, per ogni piacere che non sia intellettuale? Un altrove animale, fatto di acuzia ed elaborazione automatica. Con rutto finale. L’ordine nel disordine ed il suo contrario, come fosse tutto reversibile. Non è reversibile, nulla è reversibile. Si vede nelle pance.
Appena attorno l’impressione linda degli uffici, dei negozi, la precisione dell’essere pubblico, immagine incollata sullo specchio della società, che provoca l’affollarsi ordinato. Educa. Penso agli stranieri, a me che frequento questi posti e mi adeguo. Le regole ed il luogo mi educano. Non faccio il furbo con il parcheggio, attendo il cameriere che so che arriva, mi metto al mio posto. Chi abita in questi posti, non importa da dove venga, è soverchiato, educato dalle regole non scritte e rispettate, più che dalle leggi. Non si integra in casa? Non importa, fuori si sottomette. Non c’è nulla di male nella libera sottomissione, si può trasgredire, ma si sa che la sanzione sociale arriverà.
La città nel ’45, era rasa al suolo, rispettata solo la torre campanaria ed alcuni edifici della piazza, il resto macerie. E’ stato riedificato tutto quello che era importante, ricostruite le vetrate al piombo nei palazzi e nelle chiese, introdotto il nuovo che sembrava utile. La seconda guerra mondiale ha distrutto in tre anni, ovvero tedeschi, americani, russi, inglesi, francesi, hanno distrutto, più di quello, che quattro secoli di invasioni barbariche e guerre, siano riuscite a distruggere. La rinascita ha portato nuove ricchezze, speculazione. Anche qui, il brutto si è fatto strada con edifici pretenziosi. Spesso banali. I segni sono diventati anonimi in tempi brevi. La vera svolta è avvenuta 20 anni fa, quando il governo federale decise di costruire una centrale nucleare vicina alla città. Ci fu la rivolta ordinata, ma non pacifica, dei cittadini. La vittoria e poi la scelta delle energie rinnovabili, la mobilitazione di un territorio, il cambio della cultura del buttare l’energia. Da quel momento il territorio, uso questa parola globale che è fatta di cittadini, animali, piante, economia, orienta, condiziona, controlla le politiche degli amministratori, pronto a cambiarli se non rispettano i patti. Da 8 anni un sindaco giovane, un grünen, un verde, governa la città. Anche il governatore del Land, siamo nel Baden Wuttemberg, da quest’anno, è un grünen. Questo Land per 50 anni è stato un feudo CDU, il partito del Cancelliere. E’ il segno di una direzione del benessere, non della direzione, è una possibilità. Qui di benessere ce n’è molto e l’affare della crescita compatibile è stato fiutato per tempo, adesso procede per suo conto, tra ricerca, produzione, commercio.
L’organo procede per ripieni. Lo suona una ragazza. Avrà poco più di 20 anni. Il volume sonoro cresce, emoziona, riempie. In città c’è un conservatorio importante, e la terza università della Germania, la nona d’Europa. Fuori una bambina di 8/9 anni suona compunta la tromba, pezzi discretamente complessi, raccoglie i soldi per acquistare la sua bicicletta. L’arte, a volte, fa guadagnare subito.
Questa è una città di 200.000 mila abitanti, poca cosa rispetto alle megalopoli che stanno crescendo altrove. Anche in Germania. Sembra ancora più piccola. Nella crescita si è scelto un modello estensivo e contenuto in altezza. L’agricoltura è importante e rispettata. Negli ultimi anni i nuovi quartieri, due, sono stati fatti in linea con la scelta energetica della città: sono a basso consumo ed autosufficienti. Ricchi di parchi, di tetti in erba, di case passive, con una presenza anomala di bici e ciclisti. Qui la bici è un mezzo vero di trasporto, prepotente nelle sue piste ciclabili, considerate regni invalicabili. Chi sceglie di non avere l’auto, riceve un congruo contributo mensile dal comune per lo spostamento con i mezzi pubblici. Beauburg, Vauban, i due nuovi quartieri, hanno spopolato il centro, e il comune ha dovuto incentivare la presenza delle persone nella città perché il verde e i servizi portano verso i quartieri periferici.
Il console italiano mi diceva tempo fa, che si impiega tempo a sopportare i ciclisti, a considerare che bagnarsi con la pioggia non è una tragedia, che risparmiare energia ed acqua sembra inutile, ma poi diventa un’abitudine e che quando si torna sembra strano che già non si faccia ovunque. In fondo serve poco.
Fuori il mercato continua, nel duomo è fresco. Non tutto va bene da queste parti, è un altro modo di vivere. Un modo possibile, magari non mi andrebbe mai bene, però trovare la maniera di utilizzare esperienze e poi innovarle secondo lo spirito, la cultura del posto in cui si vive, sarebbe una riduzione dello spreco dei tentativi a vuoto.
p.s. a proposito di biciclette, energia, alternative non possiamo dire di non sapere:

🙂
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il sesto acuto degli archi
mi stupisce, sempre, l’eleganza di quella forma.
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Mi sono sempre chiesta: ma perchè l’Italia, considerato che in stati come la Germania le cose funzionano e funzionano bene, se non è in grado di pensare alle soluzioni non copia spudoratamente da chi le soluzioni le ha trovate?
Premesso che dappertutto c’è il buono e il cattivo, il problema più grande è che, rispetto alle nostre, là hanno altre teste …. 😦
ps. Splendida -Nothing else matters-
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ehi…ma sei andato a friburgo in vacanza o ci vivi?
mi chiedevo se fosse possibile, vivendo lì, tornare in italia (nord) ogni tanto, o se 6 ore sono davvero troppe per tornare a casa una volta al mese, per esempio…
😦
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Friburgo e’ un bel posto dove vivere, pero’ io vivo in Italia, in una città media, per me il massimo, e gemellata, proprio, con Friburgo. Hai ragione sulle ore di viaggio sono proprio, 6 da dove abito.
Benvenuta 🙂
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