“Le grandi crisi hanno sempre alla radice qualche grande ingiustizia. La rapida globalizzazione che ha esteso la produzione industriale alla gran parte del pianeta, trasformando in operai centinaia di milioni di contadini, ha prodotto, grazie al basso costo di questa forza lavoro, un eccesso di profitti rispetto alle concrete occasioni di investimento produttivo. I capitali superflui si riversano nella finanza, nella ricerca ansiosa di profitti che però possono essere ricavati solo da scommesse sempre più ardite. Ora la scommessa più attraente è sulla debolezza dei bilanci pubblici.” Stefano Lepri su La stampa dell’8 agosto 2011
Oggi ho sentito analisi importanti, quasi tutte convergenti sul fatto che il governo è incapace e l’opposizione in due anni non è stata in grado di capire cosa stava accadendo ed ora cerca una soluzione politica, ma non ha una soluzione rapida e vera ai problemi. Questa crisi dovrà incidere sulla generazione politica che ha permesso ed è parte del disastro e quindi su se stessa, questa è forse la parte più difficile, ma è forse uno dei pochi aspetti positivi della crisi in atto. Ci sarà una stabilizzazione di lacrime e sacrifici a medio termine e ci sono cose crude che bisogna dire e fare per essere credibili e per rimettere insieme il Paese diviso:
1. il debito sta strozzando ogni capacità di investimento ed ogni sostegno della domanda. Diminuire il debito significa nuove tasse e taglio della spesa, ma anche ripresa degli investimenti. Lo spreco è un crimine contro tutti quelli che sostengono il peso della crisi.
2. dire patrimoniale in Italia sembra dire una bestemmia, ma i patrimoni, se così si possono chiamare, dei meno abbienti sono falcidiati dalla precarietà e dai tagli sul welfare, mettere una tassa sui patrimoni è una misura di equità per cui chi più ha più da.
3. la politica nazionale è insufficiente per arginare un attacco ripetuto all’economia, serve l’Europa, ed è ridicolo sentire dai ministri, primo tra tutti Bossi, che hanno attaccato le politiche europee sull’economia, invocare adesso l’azione europea.
4.Il nord pagherà a caro prezzo quanto sta accadendo ed in particolare la miopia di non aver usato il mezzogiorno come base di crescita produttiva. La perdita di filiere complete di produzione hanno reso le regioni del nord una base produttiva piccola ed enormemente a rischio, di fatto sub fornitori della grande impresa tedesca. Non aver adoperato le opportunità di espansione della base produttiva interna rende, adesso, debole l’intero sistema, compresa la scuola, ricerca e innovazione, mantenimento del wellfare, sistema pensionistico. La crescita del pil diventa un impegno immane, se gestito solo da una parte del paese ed i giovani sono i primi a farne le spese in termini di sfruttamento e precarietà.
5. sono necessari sacrifici urgenti e importanti, un governo che ha occultato il disastro non può essere credibile, neppure l’opposizione è in grado di reggere una nuova politica che è in buona parte fatta di atti dovuti. Solo un governo tecnico, senza vincoli elettoralistici è in grado di parlare al paese, di non raccontare balle, di gestire autorevolmente una fase di transizione che riapra la politica in Italia, al governo reale del Paese.
6. i costi della politica, anche se numericamente piccoli, sono intollerabili, questa può essere l’occasione per eliminare 50 anni di privilegi accumulati, moralizzando la vita pubblica, riportando fiducia nei cittadini.
7. servono soldi subito, che verranno bruciati nella fornace della speculazione, ma la forza è nella capacità di resistere e di dimostrare che il Paese è in grado di combattere. La differenza con gli Stati Uniti è che un uomo in crisi, come Obama, non demorde ed impegna il paese, si batte, ci mette la faccia, più vicino a noi, Zapatero, altrettanto in crisi, è comunque in grado di lanciare un messaggio che faccia emergere energie dalla Spagna. Con questo presidente del consiglio nessun messaggio sarà mai creduto come veritiero, neppure dai suoi sostenitori.
8. per affrontare la crisi occorre il concorso di tutti, il contributo di Berlusconi è il passo indietro che permetta ad altri di governare una situazione interna che esige unità negli sforzi. La Bce potrà comprare titoli per una settimana, ma sia Germania che Francia, hanno già valutato il rischio del fallimento italiano, lo eviteranno finché non costa troppo. La vera battaglia sarà la difesa della Francia dopo che l’Italia sarà caduta, a quel punto non ci sarà più Europa e neppure euro.
9. lacrime e sangue, equità dei sacrifici, ma per qualcosa di certo e per salvare il Paese. Questo è l’unico messaggio che deve essere detto, anche se siamo in agosto.
10. questo non è il migliore dei mondi possibili, ma è il nostro. Servono regole mondiali nuove che tolgano l’acceleratore dai profitti e che ne destinino una parte alla crescita globale. Non sarà facile se una nazione come gli Stati Uniti diviene, essa stessa, prigioniera di meccanismi che ha contribuito a creare, togliendo con Bush, regole al mercato dei capitali. C’è la presunzione di far soldi senza lavorare e questo comporta che vengano sottratti a chi è più debole. Le banche salvate in occidente non hanno riconoscenza, continueranno a fare il loro lavoro, ovvero incrementare comunque i profitti aggredendo chi le ha salvate, se è contendibile. L’autorità dei governi, con la chiara enunciazione degli obbiettivi e il loro perseguimento nel bene pubblico non è mai stata tanto urgente e importante. Questo è il ruolo della politica che non soggiace all’economia, ma risponde ai cittadini.
Per far capire con chi si compete oggi, ripasso il filmato sul pizzaiolo malesiano, oltre il sorriso, pensateci perché quel signore non ha nulla da perdere e crescerà per forza, siamo in grado di fare la stessa considerazione su noi e sui nostri figli?
Un’ottima analisi, c’è poco da aggiungere.
Sui punto due, cinque e sei poi, mi trovo particolarmente in sintonia.
Il mondo che conoscevano è cambiato, è un dato di fatto, e bisogna abiutuarsi all’idea che nulla tornerà più come prima. La collaborazione tra i governi è fondamentale per reinventare un nuovo sistema che sappia dare le giuste risposte ad una società nuova e più equa.
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penso che tu ricordi il referendum a mirafiori dell’inverno passato : la solitudine enorme di quegli uomini e donne lasciati a decidere da soli sul futuro dei loro posti di lavoro. in questi giorni sto sentendo la stessa solitudine : non esiste una figure di questo governo che sia in grado di dirci : be quiet, ci siamo noi, stiamo lavorando per tirare fuori il tuo Paese da questo inferno. Come sta facendo Obama, che pure avrà sbagliato ma ci mette la faccia. Forse si meriterebbero, questi politicanti, di essere lasciati al loro posto, di bersi la cicuta fino in fondo, che chi li ha votati veda lo scempio e l’incapacità. Se non fosse che ci siamo anche noi sul titanic. Allora, visto che questi non si schiodano manco con il lanciafiamme, meglio essere commissariati da merkel e sarkò. a me le frasi fatte piacciono poco..non è cambiato il mondo a nostra insaputa, l’abbiamo cambiato noi, non esistono società eque e giuste se non nelle teorie filosofiche : anche la democrazia ha le sue magagne, basta guardare l’inghilterra in questi giorni. c’è sempre qualcuno, nella scala sociale, che paga un prezzo inadeguato e questo crea la violenza, la cina è obbligata a tenerli a freno in qualche modo perchè 1 miliardo di persone non sono gestibili con le nostre regole e non avrebbero potuto salvarli dalla fame e aprirsi al mercato libero senza il pugno d’cciaio. cosa vuol dire tornare come prima? prima dei subprime? non far fallire lehman and brothers? non avventurarsi in afghanistan e lasciar crescere in maniera esponenziali i costi per la guerra? non invadere l’iraq? o ancora prima, quando saddam invase il kuwait, lasciarlo fare, affari interni?. dove possiamo fermare la storia degli uomini? chi ha potuto è partito lo stesso per le ferie, crash o non crash, chi non può rimane a casa, crash o non crash. Saranno obbligati a mettere la patrimoniale, alla fine. oppure comprare quantità di cyclon b cominciare ad eliminare i carcerati, che costano, i vecchi, che costano, i bambini che costano, le donne oltre i sessant’anni, che costano.
in fondo hitler, che era un rozzo, anzichè la patrimoniale, si andò a prendere direttamente i soldi alla fonte.
un’ultima cosa, Robertì…un’assonanza…in estate succedono sempre cose apparentemente insignificanti..il patto ribbentrop-molotov, per ben 2 volte partimmo per la russia…assonanze, appunto.
nel frattempo possiamo sempre guardare un film dei vanzina. o pensare che il mondo diventi la succursale della vispa teresa tra l’erbetta.
cristina
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Analisi lucida e puntuale.
Grande Willy
Pass
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La “triade” ha chieso una “assunzione di responsabilità” da parte di tutti…per recuperare credibilità verso gli investitori per realizzare un progetto di crescita per il paese in grado di assicurare la sostenibilità del debito e la creazione di nuiova occupazione.Con curiosità e con il cuore che batteva di speranza ci siamo domandati “chi fossero costoro” con idee nuove che così coraggiosamente hanno deciso di mettersi in gioco per il bene comune?! Ma non sono gli stessi del 1992 (come vorreio NON ricordarla quella data!) che hanno firmato patti sociali “a rotta di collo”,contratti a perdere,relazioni sindacali che avrebbero dovuto far uscire il paese dalla crisi ma che invece sono andati tutti a VANTAGGIO DEL PADRONATO Non sono le stesse banche che NEGANO il credito ai comuni mortali e ai piccoli imprenditori,che ti tolgono la casa se non hai i soldi per pagare il mutuo in tempo mentre continuano a macinare ENORMI PROFITTI anche in tempo di crisi? Non sono state loro a truffare milioni di piccoli risparmiatori con i titoli di spazzatura?…E che dire della Confindustria? Quali investimenti produttivi quali programmi di sviluppo dell’innovazione e della ricerca (ho un figlio ricercatore sfruttato nel SUO VALORE come bestia da macello)realizzato con gli enormi profitti incassati in questi ultimi 20 anni quando complice la CHIL CISL UIL erano i LAVORATORI pubblici e privati,i precari,i pensionati,le donne a pagare per salvare la competitività delle imprese e il sistema paese? Solo questi hanno pagato salato il vecchio/ nuovo appello alla responsabilità con riduzione di salario e l’ONESTA casalinga pagatrice di tasse anche se inoltra al vento il suo pianto e la inevitabile SUA cadutaNON SI PUO’ COSTRUIRE SUL RUFFIANESIMO DI FALSE BECERE IDIOTE ILLUSIONI E BUGIE CHERUBANO PRESENTE E FUTURO.
Scusa vado di corsa e non posso rileggere,ma tu sicuramente avrai capito il mio chiarissimo indignato pensiero.Bianca 2007 (Mirka).
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