tromba d’aria

Il cielo ha dato spettacolo, dal sole sfolgorante a nubi mai viste: scagliesovrapposte come rettile. I venti in quota mutavano con tale rapidità che nessuno prendeva più il sole sulla schiena. Tutti a guardare il cielo. Poi il nero, addensato verso il Cavallino e le casse di colmata, ha svuotato la spiaggia. Docce rinviate nelle case, tutti sulla riva, verso la laguna, donne, ragazzi, pescatori che rafforzavano gli ormeggi e un chiacchericcio timoroso e continuo. Non c’era esperienza confrontabile e lo dicevano i vecchi. Finchè una meraviglia contagiosa ha percorso la riva quando, in molti, l’hanno vista formarsi, la tromba d’aria. La voce bassa ad additarla in mezzo ai fulmini continui.  Meravigliosi anch’essi, i fulmini, verticali, di inusitata potenza e mai visti eguali. Lo spettacolo dalla riva era terribile ed affascinante. La tromba d’aria ingrossava, si divincolava dalla terra che la teneva, si riformava. Una coda tra il cielo e il mare, con il vento che mutava in continuazione dal libeccio al maestro, al garbin, al levante. Acque correnti con aria, a pelo contrastante, sollevavano spruzzi e nebulizzavano istantaneamente. I commenti dei vecchi: Mai vista, cussì  e lo scambio di pareri indecisi e contrastanti. Rivarala fin qua, o la se desfa prima?  Intanto la colonna si agitava come serpe presa per la coda, voleva liberarsi dalla terra, a volte ci riusciva, per essere poi, ripresa.  Così più volte finchè di colpo come era nata, tra folate di vento freddo, si è staccata dal terreno e dissolta in una nube roteante. Solo allora è arrivato l’odore di pioggia, di terra e polvere bagnata, di salso sollevato. La tensione accumulata nelle teste, se n’è andata con le prime gocce, mentre  la gente rientrava dicendo: pora zente chissà cossa sarà sucesso. Ti te ricordi chea volta del Cavallin.  E il ricordo si è sovrapposto allo scampato pericolo. In realtà la tromba d’aria ha arato dai Colli verso Padova e il disastro ha lambito la mia casa. Poco danno: squarciata la tenda della terrazza, ma altrove alberi divelti, case scoperchiate.

Bell’esercizio sulla relatività: possiamo guardare ammirati e contare sulla misericordia della fortuna. Ma solo su quella, quando la natura ci restituisce la nostra dimensione vera.

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9 pensieri su “tromba d’aria

  1. credo di aver letto il tuo post interpretandolo non come qualcosa che è effettivamente accaduto.
    ma come fosse un sogno.
    la simbologia degli elementi.
    mi sono in un certo senso appropriata di qualcosa di effettivamente successo per farne un sogno e interpretarlo.

    meglio andare a letto.

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  2. anch’io l’ho letto come fosse una sorta di sogno.
    mi ritrovo nelle parole di melania.
    eppure gli orari sono diversi.
    è che spesso tu sei onirico.
    domanda: quando scrivi di solito? la notte porta consiglio?

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  3. Emma e Melania, non era un sogno, è andata proprio così. L’oniricità non depone a favore della mia concretezza, ma credo abbiate ragione. Scrivo di notte anche se non esclusivamente e chissà se porta consiglio?
    Fabioletterario: abito a padova e Tu? il cambio con la grandine non mi piace, se ne può fare a meno?

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  4. Non intendevo che fosse un sogno il tuo post.
    Ma la mia interpretazione.
    Come se ripensassi a un sogno fatto.
    So che è difficile da capire quello che sto dicendo.
    Il fatto è che io sogno ma appena sveglia spesso dimentico.
    Il tuo post mi ha ricordato qualcosa.

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  5. mi piace Mel, quello che dici, se ci pensi un poco il mondo onirico ha una forte realtà e tangibilità. Il fatto che non ricordiamo i nostri sogni aiuta la separazione tra le sfere di vita e quella notturna vale un terzo dell’intera vita. I sogni non si avverano, a volte continuano nel giorno e il giorno spesso li evoca. Basta pensare a quanto labile è il confine tra giorno e notte quando mettiamo in mezzo i sentimenti. Mi dirai cosa ti ho ricordato.
    Buona serata

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  6. il mondo onirico ha un’importanza fondamentale nella mia vita.
    e qui casco nell’ennesima contraddizione.
    temo la notte, allontano la notte, voglio i sogni.
    nei sogni sono “io”, sempre.
    difficilmente dormo otto ore, la mia percentuale scende, ma il discorso vale lo stesso.
    i sogni non si avverano, crudele realtà, però cerchiamo di riviverli nel giorno e il giorno spesso, per pura casualità, ce li ributta addosso.
    Labile, impalpabile.
    Ti dirò (sperando che non evapori di nuovo).
    Anche a te.

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  7. Webmaster del sito della Protezione Civile della Provincia di Venezia
    Se hai altre foto dell’evento Tromba d’aria, sarei lieto di poterle pubblicare nella Photogallery degli eventi.
    Logicamente con i dati dell’autore!
    Grazie

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