Uccelli instupiditi da caldo che volano bassi, tra auto a velocità incompatibili con la vita. Destini silenti, fatti di dolori senza traccia e mucchi di penne a segnare la strada. Poco più in là, simulacri di cani, di gatti, d’altri animali perduti al mondo e a noi.
Forse domani passerà la nettezza urbana, ma tanto le ruote impietose, consumano e disperdono.
Neppure le jene sono più sicure. Ci pensi chi ha fame contronatura.
vanno più gl’odori che gl’uccelli..oh, succede, ehhhh….
sorrisi carini
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nitidamente scarno. come il presente.
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andando e tornando dal mare con Elena la strada era un vero cimitero. un po’ di tutto. e mia figlia non sopporta la morte in nessuna sua forma o aspetto. lei ama solo il lieto fine. quindi occhi chiusi. io non potevo, guidavo, ma cercavo di non vedere. corvi e cornacchie pian piano scarnificano e fanno pulizia. solo qualche penna e della pelliccia che man mano si assottigliano e spariscono. come è giusto che sia.
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