Chissà cosa vuol dire: ” è uno estremo”
Ti ho sentita allegra, con una nota presa, quasi rilassata, scivolavi ridendo tra i problemi soliti, sempre importanti e irresolvibili.
Chissà cosa vuol dire:”è uno estremo”
Ogni anno della tua vita vale il doppio, sei passata tra eventi, sensazioni, disillusione e ti sono accadute cose inenarrabili, restando bella.
Chissà cosa vuol dire:”è uno estremo”
Eppure sento che cerchi il pezzo mancante: è troppo facile risalire nella tua vita che è casa per te, troppo facile fermarsi all’apparenza ovvia. Non mi fido di come ti leggo all’impronta.
Chissà cosa vuol dire:”è uno estremo”
E’ sempre stato tutto così limpido, distillato dai dolori antichi, che la mappa della gioia in te non è mai scontata.
Chissà cosa vuol dire:”è uno estremo
Nel nostro rincorrerci non siamo stati complicati, parole semplici e concetti ardui: un rimpiattino di bambini.
Chissà cosa vuol dire:”è uno estremo”
Mi hai spiegato poco di lui, hai detto che è tagliente, noncurante, mobile. Come tuo padre, prima che se ne andasse, ma poi ti sei fermata e non so cosa voglia dire essere estremo. Ti pare di aver già sofferto abbastanza da vaccinarti, vorrei solo che fosse vero e che ti non accadesse più nulla di male.
Chissà cosa vuol dire?
“ESTREMO”
sono i miei occhi nudi con dentro solo l’anima senza nessun velo che la copra.Dove vita e morte camminano come due pazzi per il mondo.
E la Gioia ride ride perchè essendo essa venuta in veste di tempesta ed essendosi posata sul dolore e sul pianto,non teme più di far ridere la terra e le foglie inquiete.
Questo è l'”estremo” per me.E un pò ne hai paura.Perchè affidare questo,vorrebbe significare NON temere più nulla.Neppure la morte.Perchè la GIOIA si sarebbe finalmente accordata con TUTTO! Bianca 2007
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non ci chiede willy cosa sia estremo PER NOI. Ma chi sia per LEI. E noi di risposte non possiamo darne…se non, a ragion veduta, che gli uomini estremi sono affascinanti e mortali.
Ma questo lei lo sà..a te non resta che guardarla danzare con un cobra.
Il resto è vita sua.
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leggo e rabbrividisco, perchè conosco quella danza, benchè il senso possa essere diverso, sento il pericolo.
rabbrividisco e vorrei dire a questa Lei che non conosco, scappa, fuggi finchè sei in tempo, “uno estremo” è qualcuno che ti succhia la vita, che ti fa ardere e ti lascia per sempre a bruciare, qualcuno che ti farà male senza neppure accorgersene o, peggio, accorgendosene, scrollerà le spalle e continuerà per la sua strada, perchè tanto, tu lo sapevi che ero così.
vorrei proteggerla, questa lei, forse perchè nessuno ha saputo proteggere me, quando era il tempo di farlo.
ma penso, poi, che non c’è protezione possibile, che sappiamo dove andiamo, o crediamo di saperlo, che siamo forti, arroganti e presuntuose, talvolta, e che ognuno deve viversi le sue esperienze.
se puoi, willyco, e se vuoi non lasciarla sola ad affrontare quest’uno.
D
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hai ragione Daniela, è come dici tu: ci si crede più forti di quanto si è. Posso solo dirle che ci sono, se serve, farle avvertire la presenza. Poi spero che vada tutto bene e che scappi in tempo.
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io non pensavo, invece, di essere forte quanto ho dimostrato di esserlo. credevo, ne ero certa, che di dolore si potesse morire. che lacerazioni tanto profonde, un’agonia tanto intensa, portasse ad una morte certa. e invece mi ritrovo ogni mattina a respirare di nuovo. medico le ferite ed esco nel mondo. non sottovalutiamo mai la forza degli animi, di una donna. l'”estremo” si riconosce a pelle. intriga, affascina, appassiona. Logora, distugge e di nuovo dona. il fatto stesso di definirlo “estremo” significa che questa dannazione è stata colta. noi tutte, da qualche parte, avvertiamo l’attrazione verso la pate oscura che ci appartiene. chi più chi meno. credo sia diritto farsi male. se è con consapevolezza.
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